Vado Ligure, si dà fuoco a 18 anni nello stesso punto dove si suicidò il padre

Una ragazza savonese. È ricoverata in ospedale con ustioni sul 50 per cento del corpo. Il padre, un artigiano, si uccise nello stesso modo e nello stesso posto nel 2013

Ha imitato il padre che si è arso vivo nella stessa piazza di Vado Ligure, in provincia di Savona, cinque anni fa, e adesso lotta tra la vita e la morte. Una ragazza di 18 anni di Savona, M. S., si è cosparsa il corpo di benzina, intorno alle 6.30 di mattina, e si è data fuoco in piazzale San Lorenzo, nella cittadina ligure. La giovane ha riportato ustioni, secondo i carabinieri, su almeno il 50 per cento del corpo ed è stata ricoverata in gravi condizioni all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Il quadro clinico, ritenuto critico, ha comportato il trasferimento della giovane al Centro grandi ustionati del Cto di Torino.

La ragazza, che frequenta il liceo scientifico, ha compiuto il gesto disperato nello stesso luogo in cui, il 17 maggio 2013, il padre, M. S., artigiano di 47 anni, si era tolto la vita dandosi fuoco. È stato un passante ad allertare i soccorsi dopo aver assistito alla scena. È scattato poco dopo l'intervento dei carabinieri, dei vigili del fuoco e della Croce rossa di Vado. Sono in corso le indagini per capire che cosa abbia spinto la 18enne a imitare il genitore.

L'uomo, subito dopo il boom elettorale del M5S alle elezioni politiche del 2013, era andato a citofonare a casa del leader Beppe Grillo, nel quartiere Sant'Ilario di Genova, per chiedergli aiuto. Una scena ripresa dalle telecamere. Il padre della 18enne aveva dei problemi economici e di salute. "Una giovane vita adesso sta lottando disperatamente contro la morte - ha commentato a caldo il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio - Il gesto che ha fatto vuol dire tanta sofferenza e tanta solitudine. Noi purtroppo non possiamo capire che cosa possa essere scattato nella testa di questa giovane donna". "Non credo che i 20 giorni dalla maggiore età siano un dato rilevante. Certo, dobbiamo interrogarci in tante situazione sulla maggiore età e su quello che comporta. In questo caso non credo che il dato anagrafico non sia importante. Probabilmente era un gesto, che era nutrito ed era forse meditato da tanto tempo. In questo momento - ha sottolineato il primo cittadino - non credo che si debba indagare su questo, ma solo sperare che lei ce la faccia".

 

 

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