Un anno dopo il terremoto, il Centro Italia ricorda le vittime
'Giornata del silenzio' ad Amatrice, lunga veglia ad Arquata e una fiaccolata a Pescara del Tronto

Un anno dopo rimangono silenzio, tanta commozione e il desiderio di "rinascere". Il terremoto del 24 agosto 2016 spezzò 299 vite in tutta la Valle del Tronto: 249 vittime tra Amatrice e Accumoli e ben 50 persone nella piccola Arquata del Tronto. Oggi nel Reatino tutti partecipano al triste anniversario già dalla notte, quando una lunga veglia commemora le vittime a partire dall'una e trenta.

Le fiaccole illuminano il percorso, senza telecamere accese o telefonini come hanno chiesto i familiari. Si leggono i nomi di chi non ce l'ha fatta, poi alle 3.36 risuonano 249 rintocchi di campana. Uno per ogni abitante di quei luoghi che non c'è più 365 giorni dopo. Terminata la veglia notturna il piccolo Comune, celebre prima del dramma per la famosa ricetta del sugo, si ritrova sotto la maxi tenda della Croce Rossa per la messa.

"La ricostruzione sarà vera o falsa. È falsa quando procediamo alla giornata, senza sapere dove andare. Mi chiedo: siamo forse in attesa che l'oblio scenda sulla nostra generazione per lasciare ai nostri figli il compito di cavarsela, magari altrove? Rinviare non paga mai", ammonisce nella sua omelia monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti. Poi avvisa. "Per rinascere non basteranno eroi solitari. Anzi, a dirla tutta, una comunità senza eroi è una comunità eroica. È la fuga dalla propria quota di impegno, infatti, che lascia le macerie dove sono; impedisce di ritornare; abbandona i più. Qui non si tratta di attribuire colpe a qualcuno o distribuire medaglie a qualcun altro, ma di fare quello che ci spetta".

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