Trieste, Mattarella ricorda gli agenti uccisi: "Affetto e riconoscenza"
Trieste, Mattarella ricorda gli agenti uccisi: "Affetto e riconoscenza"

Scoppia la polemica per un post di Chef Rubio che punta il dito contro un "sistema stantio"

"Affetto, riconoscenza e dolore" di tutto il Paese per i due agenti morti a Trieste. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due poliziotti uccisi a Trieste in questura da un dominicano 29enne che era lì per alcuni accertamenti su una rapina. Il capo dello Stato ricorda il lutto nel corso delle celebrazioni per i 180 anni della linea ferroviaria Napoli-Portici e le sue parole sono seguite da un lungo applauso.

All'indomani della morte dei due agenti, resta il cordoglio di tutte le forze politiche, mentre tiene banco una polemica seguita a un post di Chef Rubio: "Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente. Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio, che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente: io non mi sento sicuro in mano vostra". Durissima la reazione del fratello dell'agente disarmato sotto il post dello chef: "Tieni sempre la guardia alta quando giri perché se colgo impreparato pure te fai la fine di mio fratello! Uomo di m...! Ti auguro di perdere un tuo caro!".

Tra i commenti più accesi, quello del leader della Carroccio Matteo Salvini: "Forse i fumi di quello che cucina gli danno alla testa". "Lucrare sulle tragedie per acquisire visibilità, infierendo così sulla sofferenza dei familiari delle vittime, è un atto talmente ignobile da meritare, per chi lo compie, la condanna all'eterno oblio", è invece il commento del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "Rubio doveva tacere, doveva dimostrare rispetto per le vittime. Nessuno può parlare delle forze dell'ordine e permettersi di dire un'enormità come 'non mi fido di loro'", è l'opinione della deputata Pd Debora Serracchiani, ex governatrice del Friuli Venezia Giulia.

Salvini chiede pene certe e la possibilità di "trattenere i delinquenti senza essere esposti a questi rischi": "Non dico maniere forti, ma serve più sicurezza e rispetto", precisa. "Ora galera a vita per questo assassino, per questo immigrato, che ieri sembrava non avesse neanche nome e cognome, aveva solo disagi psichici. Se uno viene arrestato perché ha rubato, in questo caso era accusato di aver rubato un motorino picchiando una signora, bisogna arrestarlo e trattenerlo, e perché no, usare le manette". Il leader della Lega annuncia che lunedì mattina sarà "a Trieste per portare la mia vicinanza alla polizia. Una preghiera per Pierluigi e Matteo, il mio cuore piange ma continuo a lottare perché l'Italia torni a essere quella che ci hanno lasciato i nostri padri, i nostri nonni, con il rispetto per gli uomini in divisa, dove delinquenti stranieri, più o meno malati, non tolgano vite ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze".

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