Trieste, cittadini riportano al clochard le coperte buttate dal vicesindaco leghista

La città risponde al gesto di cui Polidori si era vantato sui social. Ma il polverone l'ha costretto alla marcia indietro: "Pensavo se ne fosse andato"

"Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste". Un gruppo di cittadini del capoluogo giuliano ha accompagnato con queste parole, scritte su un cartello con un tratto di pennarello, il dono di maglioni e coperte destinati a un clochard che dorme abitualmente in via Carducci, in pieno centro. Il vicesindaco della Lega Paolo Polidori sabato aveva buttato via i pochi averi del senza tetto per poi rivendicare orgogliosamente il suo gesto su Facebook, dicendo di essere corso a lavarsi le mani dopo aver fatto piazza pulita della sua sistemazione di fortuna.

Non solo trapunte e golf, ma anche sciarpe, berretti e cuscini. Sono tanti i triestini che sul giaciglio del clochard hanno lasciato qualcosa di caldo per permettergli affrontare meglio le rigide temperature di questi giorni. "In caso di mancato ritiro non gettare nulla, provvederemo al recupero entro domani, grazie", si legge in un post scriptum aggiunto al messaggio, forse per tranquillizzare il vicensindaco che tiene così tanto al decoro urbano. "Non è la nostra Trieste, e non è questione di visione politica ma di civiltà - scrive Diego D'Amelio, il giornalista de Il Piccolo che ha diffuso le foto su Twitter -. Non penso che sia esagerato dire che siamo davanti alla banalità del male".

Immediata la reazione di Polidori, che non si aspettava il polverone suscitato dalla sua iniziativa e dalle parole sprezzanti con cui l'ha pubblicizzata sui social. Il vice di Roberto Dipiazza si è affrettato a dire che a Trieste, dove la colonnina di mercurio in questi giorni è scesa sotto lo zero, "nessuno resta senza tetto sulla testa, non c'è mancanza di solidarietà". "Mi ero mosso in prima persona per lui - ha detto Polidori ai microfoni di Radio Capital - lo cercherò, voglio parlargli. Nel post non c'è riferimento a persone, sul clochard c'era un provvedimento di allontanamento e ho presunto che fosse andato via". Polidori dice che se potesse tornare indietro agirebbe diversamente. "È brutto sentirsi dare del razzista, non lo sono", aggiunge. Lo scorso settembre Polidori, con il sindaco Roberto Dipiazza, aveva fatto parlare di se per aver fatto annullare una mostra sulle leggi razziali in un liceo e aver contestato lo slogan del manifesto della Barcolana 'We’re all in the same boat'.

Nel frattempo, è giallo sull'identità del senzatetto, che ha lasciato temporaneamente via Carducci. "Era un vecchietto - scrive una ragazza sui social - barba e capelli bianchi, sorriso dolce: una di quelle poche persone che sono sempre di buon umore e salutano tutti, senza mai chiedere niente". "Le coperte non occupavano spazio perché erano piegate e ordinate una sull'altra sul marciapiede - prosegue il messaggio - che è ampissimo in quel pezzo di strada, e la sua presenza non ostacolava per niente il passaggio dei pedoni, anzi passava totalmente inosservata". Non tutti però la pensano così e non sono mancati i messaggi a favore del gesto di POlidori.

"Sono venuti più volte a prenderlo per offrirgli un ricovero - scrive un residente a Dagospia -. Ma no, lui voleva restare là, in mezzo alla strada, nella via principale piena di negozi e gente che transita e fa acquisti: quando passavi di là dovevi stare attento a non inciampare nelle sue cose".

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