Treno deragliato a Milano, figlio di ferito: "Nessuno sapeva dirci se fosse vivo"
Il racconto: "È mancata la comunicazione ai familiari. Anche io sarei dovuto essere su quel convoglio"

"Mio padre è stato uno degli ultimi ad essere estratto vivo. Dovevo prendere quel treno anche io, ringrazio il fatto di essere pigro". È la testimonianza dall'ospedale San Raffaele di Milano di Davide, figlio di uno dei feriti rimasti coinvolti nell'incidente ferroviario di Pioltello (Milano).

"Mio padre, sotto shock, ha detto che i soccorsi sono stati ottimi, dall'estrazione sul posto a poi le cure mediche prestate in ospedale. L'unica recriminazione che faccio è a chi gestisce le informazioni della linea ferroviaria", afferma l'uomo, quarant'anni. "Il problema principale - racconta - è la mancata comunicazione ai famigliari dei coinvolti. Solo grazie alla lucidità di mio padre sono riuscito a sapere cosa è successo. Lui era a bordo della carrozza più devastata, e quando i soccorritori lo hanno tirato fuori dalle lamiere ha dato il numero del telefono di casa a una signora chiedendole di chiamarci per dirci cosa era successo e che era salvo".

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