Travaglio offende le persone con sindrome di down. La risposta virale di un papà
Il giornalista si è poi scusato, ma secondo alcuni ha solo peggiorato la situazione

“Andate pure avanti a trattarli come mongoloidi”, ha detto Marco Travaglio a Gianrico Carofiglio, durante la trasmissione Otto e Mezzo de La7 del 20 settembre, condotta da Lilli Gruber, per definire il modo con cui a suo parere vengono trattati gli elettori del Movimento 5 Stelle. Questa frase ha fatto il giro del web e indignato molti genitori di persone con Sindrome di Down.

Uno su tutti è Gianluca Marletta, insegnante di Catania, che ha risposto al giornalista pubblicando sul suo profilo Facebook una diretta di 20 minuti condotta insieme ai suoi figli, uno dei quali è affetto dalla sindrome di Down. "Forse ha usato questa parola come un insulto perché non conosce la realtà di cui parla e per questo la invitiamo a cena", dice Marletta.

 

Il suo video ha subito raggiunto numeri record: è stato visualizzato oltre 465mila volte e condiviso da oltre 9270mila persone. "Credo di non aver mai visto un video migliore in rete", "Travaglio sarà anche intelligente ma in quanto a rispetto dei suoi interlocutori deve ancora crescere e studiare lessico", "Travaglio ha vinto il tapiro": questi alcuni dei migliaia di commenti che hanno riempito il post. 

Nel frattempo si sono mossi anche Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas Onlus, e Coordown, entrambi chiedendo un intervento dell'Ordine dei giornalisti nonché le scuse di Travaglio. E le scuse sono arrivate sul Fatto Quotidiano, ma secondo alcuni hanno solo peggiorato le cose. "Nell’enfasi polemica con lo scrittore Gianrico Carofiglio, intendevo fargli notare che stava trattando assurdamente 8 milioni e rotti di elettori dei 5Stelle come altrettanti handicappati mentali che votano senza sapere quello che fanno. Non credo che, se avessi detto 'lei li scambia tutti per dei matti' o 'per dei dementi', avrei offeso i malati psichiatrici, o le persone affette da demenza, e i loro famigliari. Se però con le mie parole, rivolte a un interlocutore con cui stavo polemizzando e non certo alle persone affette da sindrome di Down, ho involontariamente offeso qualcuno, me ne scuso dal più profondo del cuore".

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