Trapani, scoperta loggia segreta: 27 arresti per corruzione, anche ex presidente Ars

Il sistema si estendeva in molti enti locali, tra cui il comune di Castelvetrano e l'Inps del capoluogo siciliano. Cascio, Pdl, ai domiciliari

Operazione dei carabinieri del comando provinciale di Trapani, coordinati dalla procura trapanese, contro un vasto sistema corruttivo negli enti locali, quali il comune di Castelvetrano e l'Inps di Trapani. Sono 27 gli arresti in corso, in esecuzione di misura cautelare emessa dal gip di Trapani, mentre altre 10 persone sono indagate a piede libero per numerosi reati contro la pubblica amministrazione e l'amministrazione della giustizia, nonché per associazione a delinquere segreta. Tra gli arrestati numerosi esponenti politici e istituzionali della provincia di Trapani. Francesco Cascio, presidente dell'Assemblea regionale siciliana dal 2008 al 2012 eletto col Pdl, è finito ai domiciliari.

Anche Roberto Lagalla, ex rettore, attualmente assessore regionale all'Istruzione in Sicilia, è indagato.L'ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, in carica fino al 2017, considerato il fulcro dell'indagine e finito in carcere, avrebbe creato "uno stabile accordo corruttivo", scrive la Procura, con Rosario Orlando, responsabile del Centro medico legale dell'Inps fino al maggio 2016, poi collaboratore esterno dello stesso ente quale medico rappresentante di categoria nelle commissioni invalidità civili; lo avrebbe corrotto con regalie e altre utilità, nonché attraverso l'intercessione con l'ex rettore Lagalla per l'aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia all'Università di Palermo. Da Orlando l'ex deputato regionale otteneva la concessione di numerose pensioni di invalidità, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge. Ogni pensione di invalidità fatta concedere, "in forza del consolidato accordo corruttivo, rappresentava per l'ex onorevole regionale un cospicuo pacchetto di voti certi".

Tra gli arrestati c'è anche il candidato sindaco a Castelvetrano Luciano Perricone, finito ai domiciliari. Lo Sciuto e i suoi sodali "dopo aver 'governato' tramite il sindaco Errante e il vice sindaco Chiofalo dal 2012 al 2017 - scrive la Procura -, raggiungevano un accordo con l'ex rivale politico Luciano Perricone, raggiunto da misura cautelare degli arresti domiciliari, finalizzato alla elezione del predetto alla carica di sindaco in occasione delle elezioni del 2017 (non tenutesi in considerazione del sopravvenuto commissariamento del Comune)".

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