Torino, spari contro bar di Settimo: arrestato 21enne denunciato dal padre

Settimo torinese (Torino), 6 ago. (LaPresse) - I carabinieri di Chivasso e Settimo Torinese hanno arrestato un 21enne nei giorni scorsi a Settimo Torinese per detenzione di armi clandestine, coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e danneggiamento aggravato e ricettazione. Ora si trova agli arresti domiciliari. È stato il padre del ragazzo a chiamare i carabinieri, dicendo loro: "Venite a casa perché mio figlio ha fatto una sciocchezza". I primi accertamenti hanno permesso di ricostruire che il ragazzo, in compagnia di un altro uomo in corso d'identificazione, a bordo della sua Fiat Punto a mezzanotte e mezza del 2 agosto scorso avrebbe esploso, dalla macchina in corsa, 6 colpi con una 357 Magnum contro la serranda della 'Caffetteria Torino'. Due proiettili hanno sfondato il vetro della porta e sono entrati nel locale danneggiando il bancone e una vetrinetta. Il titolare del bar ha dichiarato di non aver ricevuto minacce o subìto estorsioni.

A casa del ragazzo, che vive con il padre, i militari hanno sequestrato sia armi, nascoste in un rifugio segreto, sia una serra di marijuana. I carabinieri hanno trovato la 357 Magnum. Ha il numero di matricola abraso ed è risultata rubata il 15 luglio del 2012 a Livorno. Incisa sul fondo del calcio la parola 'Gloria': il nome è quello della diciassettenne di Settimo trovata morta a causa un overdose lo scorso 17 giugno in un magazzino abbandonato della cittadina. I carabinieri hanno trovato anche un fucile Franchi calibro 12, con il numero di matricola abraso, con incisa sul lato destro del calcio la parola 'Francy'; 68 proiettili; 450 grammi di marijuana; un box serra attrezzato per la coltivazione di marijuana e 900 euro in contanti. Hanno sequestrato anche il garage trasformato in una serra per la coltivazione della cannabis e la Fiat Punto utilizzata per l'attentato.

Il 21enne ha dichiarato di aver commesso solo una bravata, tuttavia i carabinieri non escludono un altro movente alla base del gesto intimidatorio. L'arrestato, nel 2014, aveva richiesto il rilascio del porto d'armi ma gli era stato negato per carenza di requisiti.

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