Torino, pacchi bomba ai pm: arrestati tre anarchici. Ad ispirarli un ideologo detenuto
Torino, pacchi bomba ai pm: arrestati tre anarchici. Ad ispirarli un ideologo detenuto

Il procuratore Nobili: "Fanno parte della stessa area a cui appartengono i responsabili degli attentati ad Appendino"

I carabinieri del Ros, coordinati dalla Procura di Milano, hanno arrestato tre anarchici che sono stati identificati come i responsabili di alcuni attentati con pacchi esplosivi che erano destinati a due pubblici ministeri in servizio alla Procura di Torino. A finire in carcere sono stati Giuseppe Bruna, 49enne che vive a Ferrara, Robert Firozpoor, 23enne iraniano e Natascia Savio, 35enne torinese. Sulla vicenda hanno indagato le Procure di Roma e Milano, poi il procedimento è stato unificato e affidato al pm milanese Piero Basilone e al coordinatore del Gruppo Antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili.

L'ideologo - Gli anarchici avrebbero seguito "i dettami dell'ideologo detenuto della Federazione anarchica informale Alfredo Cospito". Tutti e tre, hanno spiegato i magistrati, erano particolarmente interventisti. "Sono tutti persone navigate e conosciute nel mondo dell'anarchia - ha spiegato il pm Alberto Nobili - non sono membri di spicco ma fanno parte da anni del mondo dell'anarchia". In particolare, Natascia Savio, non sapendo di essere intercettata, in una telefonata ha detto: "Sono stufa di tutta sta roba, sono stufa, voglio mettere le bombe. Un anarchico quando diventa vecchio cosa fa? All'inizio ti emoziona tutto, ma poi quando capisci che non serve a un cazzo, cosa ti resta?".

L'incontro a Genova - I tre si erano incontrati a Genova il 27 maggio 2017 per attuare il progetto eversivo. Proprio a Genova, dove Giuseppe Bruna abitava prima di trasferirsi a Ferrara per svolgere attività di assistenza presso una struttura per anziani, hanno acquistato i componenti per confezionare i pacchi bomba. Bruna e Savio, infatti, sono stati individuati dalle immagini di videosorveglianza della chiesa di San Luca, che li hanno ripresi mentre acquistavano presso un negozio gestito da cittadini cinesi le buste multiball all'interno delle quali hanno nascosto gli ordigni. Nello stesso orario, in un internet point di Genova, poco lontano dal negozio, qualcuno ha cercato in rete gli indirizzi dei destinatari a cui sarebbero stati inviati i pacchi esplosivi. Analoga ricerca è stata effettuata sul sito degli avvocati, da cui sono stati scaricati mittenti fittizi. Gli arrestati si sono ricongiunti poco dopo venendo immortalati mentre passeggiavano camminando distanti. Secondo le indagini, tutti e tre avevano un significativo comportamento telefonico, tipico del modus operandi utilizzato anche in altri attentati anarchici, in quanto spegnevano i telefoni proprio nell'orario a cavallo dell'acquisto dei componenti e delle ricerche web.

Attentati ad Appendino - Secondo quanto riferito da Nobili, l'area insurrezionalista alla quale appartengono gli arrestati è la stessa da cui provengono i presunti responsabili degli attentati alla sindaca di Torino Chiara Appendino che di recente ha ricevuto delle buste contenenti dell'esplosivo, tutte spedite da Genova tra maggio e giugno 2017.

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