Torino, moto e biscotti per bimbi Regina Margherita con Oddera e sorelle Parodi
Torino, moto e biscotti per bimbi Regina Margherita con Oddera e sorelle Parodi

Il motocross e la cucina hanno in comune l'ospedale Regina Margherita di Torino. Protagonisti i bambini del reparto di Oncologia pediatrica che per un pomeriggio hanno preparato biscotti con Benedetta e Cristina Parodi e sono saliti in moto con il campione Vanni Oddera.

"Vado in moto, tutto in penna naturalmente", scherza Benedetta e "Io cucino", aggiunge sorridendo Cristina, tanto i frollini sono "a prova di bambino", la rintuzza la sorella. Le Parodi optano per una merenda a base di frolla all'olio di semi da realizzare con una decina di pazienti, in accordo con le dietiste. "Abbiamo scelto una ricetta semplice e golosa. È bello portare profumo di cucina e di casa, che forse qui ogni tanto può mancare", racconta Benedetta. E per Cristina: "I bimbi sono pazienti speciali che hanno bisogno non soltanto delle cure ma anche di stimoli che li aiutino a divertirsi, e iniziative come queste servono a migliorare i risultati della terapia".

Al profumo di biscotti si aggiunge il dinamismo del cross di Vanni Oddera che da 11 anni percorre, in sella alle sue due ruote, i corridoi degli ospedali di tutta Italia. Tutto è partito dal Regina Margherita che è stato il primo a ospitarlo. "La mototerapia non guarisce ma rende la vita un po' più bella. Quando entri in un reparto oncologico con moto, bici, salti e rampe, si trasforma in un circo e i pazienti tornano a essere bambini", sottolinea.  Vanni collabora con Fca Autonomy per realizzare in concreto i suoi progetti: "Mi supportano in tante iniziative con pazienti disabili e malati, mi forniscono furgoni allestiti per portarli in giro e stare insieme a loro", dice, aggiungendo che a breve, con la sua moto elettrica, sbarcherà in tre ospedali di Londra. In sintesi, per Vanni si tratta di un modo per condividere un pezzo di sé: "Regalo la moto e le sorelle Parodi la cucina. La passione donata agli altri migliora la qualità di vita ed è tempo speso bene".

"In oncologia pediatrica oltre alla cura del tumore, si prende in carico anche la famiglia del paziente. Attività ludiche come queste fanno sentire in modo diverso l'interruzione della normalità dovuta alla malattia tumorale", evidenzia la direttrice del reparto, Franca Fagioli.

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