Torino, la procura apre fascicolo sul blitz dei gendarmi nel centro migranti a Bardonecchia
I reati: abuso d'ufficio, violenza privata aggravata e violazione di domicilio. Francia sospende i controlli

La Procura della Repubblica di Torino ha iscritto un procedimento penale a carico di persone ignote (non essendo note le generalità degli operatori francesi) sul comportamento tenuto da operatori della Dogana Francese (Douanes Francais) a Bardonecchia, il 30 marzo, nei confronti di un cittadino nigeriano e dei presenti all'interno dei locali in uso all'associazione Raimbow4Africa. Lo si apprende da una nota del procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro. L'iscrizione è per i reati di concorso in abuso d'ufficio, violenza privata aggravata e violazione di domicilio aggravata. La Procura valuterà la sussistenza degli estremi per l'iscrizione anche per il reato di perquisizione illegale. Inoltre, sono stati disposti accertamenti, acquisizioni di documenti ed esami di persone informate sui fatti.

Intanto, la Francia ha sospeso i controlli come ha fatto sapere su Twitter il ministro francese dei Conti pubblici Gérald Darmanin, ospite della trasmissione 'Le Grand Jury' di RTL-Le Figaro-LCI: "L'Italia è una nazione sorella. Mi recherò lì nei prossimi giorni per discutere con le autorità italiane dell'incidente alla stazione di Bardonecchia. Nell'attesa ho chiesto alla dogana francese di sospendere i controlli". 

Rispondendo alla domanda se intendesse presentare "le sue scuse" all'Italia, invitato alla trasmissione radio-tv, Darmanin ha risposto: "No. Dobbiamo delle spiegazioni, l'Italia è un Paese fratello, una nazione sorella evidentemente" e "mi recherò in Italia nei prossimi giorni per spiegarmi direttamente, se necessario, con il governo italiano". Il riferimento è ovviamente alla polemica esplosa dopo il blitz di alcuni doganieri francesi che hanno eseguito il controllo delle urine su un cittadino nigeriano residente in Italia in un locale nella stazione di Bardonecchia, dopo averlo individuato sul Tgv Parigi-Milano. Da dicembre quel locale è usato dalla ong Rainbow4Africa, per accogliere i migranti in transito verso la Francia, e la ong ha denunciato "l'irruzione" dei doganieri francesi. Sabato, inoltre, il ministero degli Esteri ha convocato l'ambasciatore francese a Roma Christian Masset, denunciando "un atto grave" e "totalmente fuori dal quadro della collaborazione fra Stati frontalieri". 

Il ministro francese Darmanin ha dichiarato poi che il controllo, "precisamente un test delle urine per vedere se (l'uomo ndr.) avesse droga in corpo", è stato effettuato "in un locale messo a disposizione nell'ambito di un accordo franco-italiano". "È vero che risale a un po' di tempo fa, ma esiste", ha affermato. Sabato, in una nota, lo stesso Darmanin aveva affermato che il locale era "a disposizione della dogana francese in applicazione degli accordi del 1990 del Bureau à contrôles nationaux juxtaposés (BCNJ)". "Fra questo accordo e il momento in cui abbiamo utilizzato il locale, il governo italiano ne ha dato l'uso a un'associazione che aiuta dei migranti", ha proseguito ora il ministro francese nell'intervista. "I doganieri hanno chiesto l'autorizzazione di andarci, è stata accettata". E ha annunciato: "Ho chiesto ai doganieri, che non hanno fatto niente di illegale e che hanno fatto il loro mestiere, il loro lavoro, di sospendere il funzionamento di questo accordo in attesa che io vada a vedere il governo italiano e che il direttore generale delle dogane vada a vedere questa settimana il suo omologo". "Se bisogna rivedere questo accordo evidentemente lo faremo con l'Italia, ma la Francia non ha fatto niente di illegale", ha concluso Darmanin. 

IL FATTO - Venerdì sera, intorno alle 21 a Bardonecchia, nel torinese, alcuni uomini della dogana francese, armati, sono entrati senza permesso nella sala gestita dal Comune di Bardonecchia, vicino alla stazione dove operano i volontari della Rainbow4Africa per dare assistenza ai migranti respinti dalla Francia e quelli che tentano la traversata al confine. Alla sala hanno accesso solo gli operatori e i mediatori culturali del Comune ma gli agenti francesi sono comunque entrati obbligando un migrante, di colore, a sottoporsi al test antidroga delle urine. Un esame risultato negativo, come hanno fatto sapere alcuni volontari.

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