Torino, indagati genitori che non vaccinarono la figlia di 7 anni contro il tetano
Sono accusati di lesioni colpose. La bimba dopo un mese in ospedale è stata dimessa lo scorso novembre

Lesioni colpose. E' questa l'accusa per i genitori della bambina che ad ottobre dello scorso anno era stata ricoverata all'ospedale Regina Margherita di Torino perché, non essendo vaccinata, aveva contratto il tetano.

Dopo i controlli, i medici avevano scoperto che la piccola, 7 anni, non aveva mai eseguito nessuna vaccinazione. Stessa situazione anche per il fratellino di 10 mesi. Dopo un mese in ospedale, di cui metà in rianimazione, la bimba fu dimessa a metà novembre: adesso sia lei che il fratellino sono stati vaccinati.

In alcune dichiarazioni, i due avevano detto di non averli vaccinati perchè "si erano informati sui rischi delle vaccinazioni". "Non siamo attivisti no vax - hanno sottolineato - e non vogliamo che la salute di nostra figlia venga strumentalizzata per la battaglia contro o a favore dei vaccini. Questa storia non c'entra nulla con i vaccini - aveva sostenuto il padre - e non voglio che mia figlia venga sfruttata per riaprire il dibattito. Su questo tema serve più informazione, non servono le polemiche. Io credo nella scienza. Non appena mia figlia è stata male l'abbiamo portata in ospedale".

Il vaccino contro il tetano, che arriva ad avere una letalità superiore al 50%, è obbligatorio dal 1963 ed è stato confermato come tale dal recente decreto Lorenzin. Ora entrambi i fratellini sono stati vaccinati in ospedale, ma l'incuria dei genitori ha portato i magistrati ad iscriverli nel registro degli indagati. La bimba era stata ricoverata lo scorso 8 ottobre dopo una crisi che presentava i tipici sintomi dell'infezione da tetano tra cui spasmi e convulsioni. Dopo essere entrata in ospedale, era stata sottoposta alla profilassi e sedata. I medici avevano confermato fin dall'inizio che la bambina non era stata vaccinata contro il tetano, il cui antidoto è uno dei dieci obbligatori stabiliti dal decreto Lorenzin per la frequenza scolastica. Dopo 30 giorni di ricovero, la piccola era stata trasferita al reparto di pediatria d'urgenza dell'ospedale Regina Margherita di Torino, per poi tornare a casa una volta dichiarata fuori pericolo.

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