Torino, domani centro sociale Gabrio in corteo: No allo sgombero

Torino, 19 ott. (LaPresse) - L'appuntamento è per domani alle 14.30 in piazza Sabotino a Torino, nel cuore di zona San Paolo, quartier generale del centro sociale Gabrio e l'obiettivo è quello di chiedere la bonifica dall'amianto di tutte le strutture pubbliche, compreso lo stabile di via Revello, che ospita proprio il centro sociale. Si intitola 'Basta mani sulla città - Disegniamo mappe di libertà' la manifestazione organizzata dai ragazzi e dalle ragazze del Gabrio, che chiedono, inoltre, alle istituzioni di poter proseguire un'esperienza attiva sul territorio da 18 anni e che continua a promuovere "attività politiche e sociali non allineate", attraverso "mediazioni con occupazioni, autogestione, socialità fuori da schemi economici".

La questione è semplice: lo stabile del Gabrio è pieno di amianto ed è necessaria una bonifica. Negli anni, raccontano dal centro sociale, si è sempre cercato di "interloquire con il Comune", per chiedere l'avvio dei lavori, "ma non ci sono state risposte". Nel corso degli anni molti frequentatori del Gabrio hanno fatto alcuni lavori all'interno dell'edificio per cercare di evitare il più possibile la dispersione delle polveri d'amianto. "Il rischio però - spiegano - continua ad esserci e per questo la bonifica è necessaria".

"Nel 2012 - raccontano ancora da via Revello - il Comune si sveglia, mette a bilancio 500.000 euro per la bonifica del sito senza mai menzionare o parlare con chi al Gabrio sta, e nel frattempo produce una documentazione che attesta che i lavori cominceranno a gennaio 2013. L'assessore al patrimonio Passoni, a precisa richiesta dei razzisti della Lega, dichiara che si è pronti ad intervenire. Questi passi sono l'anticamera dello sgombero, è chiaro". Perché il timore è proprio quello che con l'inizio dei lavori il Comune di Torino sgomberi definitivamente lo stabile, anche se i timori si estendono alla situazione generale del quartiere San Paolo.

"Nell'isolato vicino al Gabrio - affermano dal centro sociale - è pronta a partire una gigantesca speculazione edilizia, che prevede la costruzione di migliaia di metri quadri di alloggi ed esercizi commerciali". "In una città con circa 50.000 alloggi vuoti - si chiedono - con quasi 3.000 sfratti l'anno, a chi può giovare una tale colata di cemento?". In questo quadro, il Gabrio "si dimostrerebbe un vicino scomodo". Un vicino, sottolineano, che negli anni ha saputo costruire molte esperienze di rilievo, come quella della Microclinica Fatih, ambulatorio dedicato alle persone più in difficoltà. La manifestazione, quindi, vuole "difendere il nostro centro, il nostro borgo, la nostra dignità".

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