Torino, delitto Musy: condannato Francesco Furchì a ergastolo

Torino, 28 gen. (LaPresse) - E' stato condannato all'ergastolo Francesco Furchí, accusato dell'omicidio dell'ex consigliere comunale dell'Udc nonché avvocato Alberto Musy, colpito a colpi di arma da fuoco il 21 marzo 2012 nel cortile della propria casa a Torino. E' quanto ha stabilito la Corte d'Assise di Torino, presieduta dal giudice Pietro Capello.

Il pm Roberto Furlan aveva chiesto l'ergastolo con isolamento per almeno sei mesi. I difensori di Furchì, gli avvocati Gaetano Pecorella e Giancarlo Pittelli, avevano chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto. L'accusa contestata era omicidio volontario premeditato aggravato. L'inchiesta è stata condotta dalla squadra mobile di Torino. L'imputato, che si è sempre professato innocente, ha seguito quasi tutte le udienze. In aula erano presenti al momento della lettura del dispositivo le parti civili: la vedova Angelica Musy e la sorella della vittima, Antonella.

"Non è giusto, sono innocente". Lo ha detto appena pronunciata la sentenza l'imputato Francesco Furchì, condannato all'ergastolo per dell'ex consigliere comunale dell'Udc nonché avvocato Alberto Musy, prima che gli agenti lo portassero in cella. "Sono innocente - ha aggiunto - e lo devono capire".

Un milione e duecentomila euro di provvisionali sono stati stabiliti dalla corte d'Assise di Torino nei confronti dei familiari di Alberto Musy che si erano costiuiti parti civili al processo che si è concluso con l'ergastolo nei confronti di Francesci Furchí. Duecentomila euro andranno alla vedova Angelica Corporandi d'Auvare e la stessa somma a ognuna delle quattro fglie di Musy. La donna e le bimbe sono assistite dall'avvocato Giancarlo Zancan. Alla sorella di Alberto Musy, Antonella e alla madre andranno invece provvisionali di centomila euro a testa. Entrambe sono assistite dall'avvocato Valentina Zancan. Il resto dei risarcimenti saranno stabiliti in sede civili.

"Finalmente so cosa dire alle mie bambine quando torno a casa". Così la vedova di Alberto Musy, Angelica Corporandi d'Auvare, dopo la sentenza di condanna all'ergastolo di Francesco Furchì.

"Me l'aspettavo - ha aggiunto riferendosi alla sentenza - si è capito dal lavoro degli inquirenti che c'erano le basi per una condanna. Per tutti noi è una liberazione, ora possiamo tornare a vivere. Ringrazio tutti". La vedova aveva annunciato che i risarcimenti che otterrà verranno destinati al fondo benefico a sostegno di famiglie in difficoltà, fondato dai familiari di Musy e dedicato all'avvocato ucciso.

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