"Meno Pil, più gay". È bufera sul titolo di Libero: "Aumenta la discriminazione"

Dura condanna del Gay Center. Crimi avvia una procedura per sospendere i fondi. Di Maio: "Presto scriveranno idiozie senza contributi pubblici"

È di nuovo bufera per una prima pagina di Libero. "Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay", titola il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, con "c'è poco da stare allegri" come occhiello. Una scelta che è stata subito tacciata come omofoba e che ha scatenato gli utenti di Twitter, portando l'hashtag #Libero primo tra i trending topic.

"Esprimiamo sdegno. Tale titolo non fa altro che alimentate stigma e discriminazione verso le persone Lgbt (lesbiche, gay, bisex e trans), oltre che essere inaccettabile in quanto accosta l'omosessualitá ai problemi del paese", denuncia Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. Correggendo anche i dati citati nell'articolo: "La popolazione Lgbt (lesbiche, gay, bisex e trans) in Italia risulta di circa il 12%. La riflessione va dunque spostata sulla difficoltà delle persone a dichiararsi e raccontarsi, sintomo di un forte stato di discriminazione alimentato da titoli come quelli di Libero".

Immediata è arrivata anche la condanna del Movimento 5 stelle. Tra i primi il sottosegretario con delega all'Editoria Vito Crimi: "Provo disgusto per il titolo del giornale Libero. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti, poi anche omofobi". E annuncia una procedura interna per provare a bloccare l'erogazione dei fondi residui per "un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia". Una mossa supportata dal vicepremier Luigi Di Maio: "Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici". 

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