Thyssen, pg Cassazione: Confermare pene ridotte, non fu omicidio volontario

Roma, 24 apr. (LaPresse) - Per tutti gli imputati del rogo della ThyssenKrupp vanno confermate le pene di appello, ossia ridotte rispetto alla sentenza di primo grado. Lo chiede il sostituto procuratore della Cassazione, Carlo Destro, davanti alle sezioni riunite del Palazzaccio. In primo grado la sentenza parlava di omicidio volontario, reato che in secondo grado è diventato colposo. Il procuratore generale quindi, abbracciando la sentenza di appello, ha ritenuto che su tutti gli imputati dovesse ricadere il reato di omicidio colposo. In particolare, secondo il pg, va confermata la condanna a 10 anni dell'ex amministratore delegato Harald Espenhahn, che in primo grado, invece, era stato condannato a 16 anni e mezzo. I giudici d'appello avevano derubricato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale in quello di omicidio colposo con colpa cosciente. L'impostazione della corte d'Assise d'appello di Torino, ha rilevato il pg Destro, è "logica e congrua".

"Tutti gli imputati devono rispondere di omicidio colposo". Così il sostituto procuratore generale della corte di Cassazione si esprime davanti alle sezioni riunite del Palazzaccio durante il processo della ThyssenKrupp. "Anche se con grande sconsideratezza - dice ancora il procuratore - e con volontà di dismissione non vi è prova che si sia agito per un evento di morte". "I manager - ha sostenutro Destro - e i dirigenti chiamati a vario titolo a rispondere della morte dei sette operai nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino facevano affidamento sulla capacità dei lavoratori di bloccare gli incendi che quasi quotidianamente si verificavano: chi agisce nella speranza di evitare un evento evidentemente, se l'evento si verifica, non può averlo voluto". Il Pg ha insistito sulla "negligenza" dell'azione e sulla "imprudenza" ma non di volontarierà di causare la morte.

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