Teste: Quando trovai Yara un uomo mi guardava ai margini del campo

Bergamo, 18 set. (LaPresse) - Dopo aver ritrovato il cadavere di Yara in mezzo ad un campo a Chignolo d'Isola (Bergamo) il 26 febbraio 2011 "ho visto un uomo che aveva parcheggiato la macchina vicino ad una stradina all'inizio del campo. Era un uomo di circa 55 anni e indossava un giubbetto del tipo che usano i pensionati". Lo ha ricordato Ilario Scotti, l'aeromodellista di Bonate di Sotto (Bergamo) che ha ritrovato il corpo della ragazzina scomparsa il 26 novembre 2010 da Brembate. "Il signore era poco più alto della sua utilitaria - ha aggiunto - ed è salito su un panettone di cemento che delimitava il campo. Ha guardato nella mia direzione per circa 10 minuti, poi ha preso al macchina ed è andato via".

Scotti ha anche ricostruito come ha trovato il corpo della ragazzina scomparsa. "Ho lanciato il mio aeromodello ma avevo il vento contrario e il mio apparecchio ha fatto una lunga virata verso destra" per poi precipitare a circa 200 metri dall'inizio del campo. A qual punto Scotti si è addentrato sul terreno "incolto, pieno di erbacce e di rovi" e ha cercato di recuperare il suo modellino. "Quando l'ho preso, mi sono girato e due o tre metri ho visto quello che a prima vista mi è sembrato un mucchio di stracci. Poteva esserlo, ma non lo era. Era un corpo", ha spiegato. A quel punto ha chiamato il 113 e ha atteso l'arrivo della polizia, senza allontanarsi troppo per timore di perdere di vista la posizione dove si trovava il cadavere di Yara. "La vegetazione era alta tutto intorno al corpo - ha concluso - già un metro più in là e non lo si vedeva più".

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