Terrorismo, Spataro: Servizi non bastano, più cooperazione
No a leggi speciali per procuratore capo di Torino Armando Spataro: "La nostra democrazia non può tornare indietro"

 "Nella lotta al terrorismo c'è un'impostazione errata che oggi sembra cara all'Europa: volere privilegiare l'attività di intelligence,trascurando invece la questione della cooperazione giudiziaria". Così il procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro, sintetizza in una intervista a 'La Repubblica' il suo pensiero per rendere più efficace la lotta al terrorismo. Il magistrato sottolinea: "Credo fortemente alla funzione delle agenzie di informazione in ogni democrazia. Ma ho più volte affermato che va potenziata la sinergia tra le tutte le istituzioni e le forze in campo, non il mero rafforzamento delle attività di intelligence. Bisogna anche operare per rendere effettiva la cooperazione giudiziaria internazionale, di cui sono protagonisti la magistratura e le forze di polizia tradizionale.

Nell'ambito europeo, secondo Spataro, potrebbe essere difficile una cooperazione internazionale a causa delle "differenze di ordinamento" e perché è duro mettere dati e notizie in comune con "banche dati che esistono ma non comunicano", mentre una lotta affidata esclusivamente agli 007 metterebbe sulla bilancia altre problematiche: "Se si opera principalmente attraverso i servizi di intelligence è chiaro che la guida non potrà che essere politica. Di qui le scelte prevalenti in favore dei servizi care ai governi europei, anche a scapito dell'efficienza operativa e della qualità dei risultati. Inoltre le regole secondo le quali operano i servizi non possono che essere, per definizione, segrete, dunque diverse tra loro ed incontrollabili, tali da alimentare spesso metodi d'azione a dir poco criticabili", precisa il magistrato.

Sulla possibilità di imporre legge speciali per la lotta al terrorismo Spataro è chiaro: "La nostra democrazia non può tornare indietro di un solo passo e non possono esistere, come qualcuno teorizza, zone grigie nell'affrontare il terrorismo. Non si torna indietro neppure di un millimetro, per la semplice ragione che sui diritti non si tratta. È ovvio che ci troviamo di fronte a fenomeni nuovi, che comportano l'esistenza di scenari di guerra. Ma l'Italia ha saputo dire no a misure straordinarie come quelle introdotte dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna e dalla Francia".
Un no secco anche a una massa informe di dati sensibili: "A chi sostiene che sia legale e utile nella lotta al terrorismo raccogliere milioni di dati, così controllando e classificando mezza umanità, si deve rispondere ripetendo che la concentrazione di miriadi di dati indistintamente raccolti - è provato - non è mai servita a nulla", conclude il magistrato.
 

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