Terremoto, nuova scossa di magnitudo 3.7: dall'inizio del sisma sono più di 1800
Le vittime accertate sono 290. Curcio: Su dispersi non diamo numeri

La terra trema ancora nel Centro Italia: una nuova scossa di magnitudo 3.7 ha colpito la provincia di Rieti, mentre l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha contato nella notte più di 20 scosse di assestamento nella zona di Ascoli Piceno, la più forte di magnitudo 2.7, dopo quella di magnitudo 6.0 del 24 agosto che ha provocato 290 vittime. Le scosse dall'inizio del sisma sono state oltre 1820 terremoti: 116 quelli di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 11 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0 (quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto alle 4.33 nella zona di Norcia (PG). E mentre i soccorritori sono ancora nei luoghi più colpiti per assistere feriti e sfollati, si sono celbrati i primi funerali di Stato.

COORDINAMENTO PROTEZIONE CIVILE PASSA A RIETI - Con l'istituzione della Di.coma.c a Rieti e la chiusura del Comitato Operativo - riunito in seduta permanente, a Roma, dalla notte del 24 agosto, subito dopo la scossa -, si trasferisce da oggi in prossimità dell'area più colpita il coordinamento delle attività di assistenza alla popolazione e gestione della prima emergenza da parte del Servizio Nazionale della Protezione Civile. La Dicomac promuove l'attuazione degli indirizzi e delle indicazioni operative del Capo del Dipartimento della Protezione Civile ed opera in raccordo con i centri operativi e di coordinamento attivati sul territorio.

CURCIO: SU DISPERSI NON DIAMO NUMERI - "Sono 290 le vittime per la correzione fatta dalla prefettura di Rieti, oltre 2500 gli assistiti. Le disponibilità nelle aree di accoglienza sono superiori alla richiesta: è stata tarata bene ma ci sono anche persone che dormono in macchina o hanno fatto scelte diverse. Oltre 6mila uomini, una sessantina di campi di dimensioni diverse. Sui dispersi non abbiamo mai dato numeri, per la difficoltà di controllare il fenomeno. Poi ci sono persone come il sindaco di Amatrice che ha contezza e che può dire chi manca all'appello, lui ha fatto una valutazione che ha fatto lui nella quantificazione. E l'interesse comune è trovare chi manca all'appello. L'emergenza a dopo 4 giorni sta mirando la composizione, da soccorso tecnico di urgenza, si passa a una fase più assistenziale. Ancora ci sono soccorsi di urgenza, però ci stiamo strutturando rispetto a una migliore assistenza". Lo ha spiegato Fabrizio Curcio, capo della protezione civile, in conferenza stampa.  "E' plausibile che all'appello manchino una decina di persone", ha aggiunto Curcio.

BOLDRINI IN VISITA AD AMATRICE - La presidente della Camera Laura Boldrini partecipa con i sindaci ad Amatrice ad un pranzo con cui oggi nonostante il sisma si rende simbolicamente omaggio alla tradizione della Amatriciana di cui oggi si tiene ogni anno la sagra. Successivamente la presidente Boldrini visiterà Accumoli (Ri). La presidente della Camera è accompagnata sui luoghi terremotatri dai responsabili della protezione civile.

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LA GIORNATA DEL LUTTO NAZIONALE - Ieri è stata la giornata del lutto nazionale, con le bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici dell'intero territorio italiano, in occasione dei funerali di Stato per i morti delle Marche. Il numero delle persone assistite nei campi allestiti nelle regioni Lazio, Marche e Umbria è pari a circa 2500. Nel palazzetto dello sport di Ascoli si sono svolti i funerali di Stato di 35 vittime del terremoto. Presenti anche il premier Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello del Senato, Pietro Grasso, oltre a numerose autorità. "Sotto le macerie - ha detto il vescovo, monsignor Giovanni D'Ercole, che ha celebrato i funerali - c'è qualcosa che ci dice che le nostre campane torneranno a suonare, ritroveranno il suono del mattino di Pasqua". "Un terremoto è la fine - ha aggiunto durante l'omelia -, un boia notturno venuto a strapparci di dosso la vita. La nostra terra, però, è popolata di gente che non si scoraggia". Commozione, lacrime e disperazione soprattutto vicino ai due unici feretri bianchi, con i corpicini delle due bambine uccise dalla violenza del sisma: Giulia e Marisol, 9 anni e 18 mesi. Sulla bara di Giulia, la piccola che ha fatto da scudo alla sorellina Giorgia, salva e ora ricoverata in ospedale, un agnellino di peluche, mentre su quella di Marisol un orsetto.

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