Terremoto, è il giorno del lutto nazionale. Il vescovo: Le campane torneranno a suonare
Ad Ascoli i funerali di 35 vittime del sisma che ha devastato il Centro Italia, i morti salgono a 291. Nuovi fermi per sciacallaggio

L'italia è in lutto. Nel palazzetto dello sport di Ascoli si sono svolti i funerali di Stato di 35 vittime del terremoto che ha sconvolto il  Centro Italia il 24 agosto. Presenti anche il premier Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello del Senato, Pietro Grasso, oltre a numerose autorità. "Sotto le macerie - ha detto il vescovo, monsignor Giovanni D'Ercole, che ha celebrato i funerali - c'è qualcosa che ci dice che le nostre campane torneranno a suonare, ritroveranno il suono del mattino di Pasqua". "Un terremoto è la fine - ha aggiunto durante l'omelia -, un boia notturno venuto a strapparci di dosso la vita. La nostra terra, però, è popolata di gente che non si scoraggia". Commozione, lacrime e disperazione soprattutto vicino ai due unici feretri bianchi, con i corpicini delle due bambine uccise dalla violenza del sisma: Giulia e Marisol, 9 anni e 18 mesi. Sulla bara di Giulia, la piccola che ha fatto da scudo alla sorellina Giorgia, salva e ora ricoverata in ospedale, un agnellino di peluche, mentre su quella di Marisol un orsetto. 

Intanto, continua a salire il tragico bilancio delle vittime. I morti sono 291: 230 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arquata del Tronto.

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