Terremoto, ancora scosse in Centro Italia: 5mila sfollati
Renzi: "Non possiamo mollare". Il governo ha deciso di stanziare subito 40 milioni

La terra non smette di tremare in Centro Italia. Camerino, una delle sedi universitarie più antiche, è una città fantasma, spettrarle, agenti della guardia di finanza controllano gli ingressi del borgo che sorge su un'altura. Tra i pochi a girare ancora in serata, spesso confortati dai militari, ci sono quasi solo studenti stranieri, iscritti all'unversità fondata in epoca medievale. Nelle ultime ore si sono verificate ancora scosse: alle ore 2 di magnitudo 3.5 in zona Macerata (profondità 8 chilometri), alle 5 di questa mattina di magnitudo 3.4 nella stessa zona e di 3.3 gradi alle 5.51 in zona Perugia

Ieri sera una forte scossa di magnitudo 4.2, con epicentro a Perugia, è stata avvertita a Norcia, mentre era in corso una riunione tra i sindaci, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il capo della protezione civile, Fabrizo Curcio. Il vertice è stato infatti interrotto costringendo tutti ad uscire all'esterno del centro operativo comunale.

Il centro Italia torna a fare il conto di edifici distrutti e sfollati ai quali trovare una sistemazione. Subito dopo i primi due eventi sismici registrati mercoledì alle ore 19.10, di magnitudo 5.4, e alle 21.18, di 5.9, sono stati messi a disposizione posti letto nelle strutture disponibili sul territorio per offrire accoglienza agli sfollati, circa cinquemila. Il bilancio dei senza casa però è provvisorio perché tante persone, terrorizzate, hanno abbandonato le proprie abitazioni a prescindere dai danni che subiti. Si cercano soluzioni temporanee per chi non ha dove stare, e l'unica certezza, sottolineano i soccorritori, è che questa volta, viste le temperature rigide della aree colpite dal sisma, le tende non potranno essere utilizzate, si opterà quindi per gli alberghi sulla costa, o palestre e palazzetti agibili nelle aree colpite.
 

E' arrivata anche la lettera di risposta del governo italiano all'Ue sulla legge di Bilancio verrà inviata a Bruxelles. Nella lettera del ministro Pier Carlo Padoan il governo mantiene ferma la sua posizione in relazione al deficit strutturale, intorno al 2,3%, anche in relazione al nuovo terremoto che ha colpito l'Italia. Non viene chiesto un ulteriore scostamento, ma quel che è successo non fa che rafforzare la risposta del governo di escludere dal deficit le spese per i migranti e per gli eventi sismici.

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