Terremoti d'Italia: nella tenda della Protezione civile tra sismografi e simulatori di scosse

Una mostra itinerante per imparare a vivere con il sisma e limitare i danni. "Il pericolo è quello che abbiamo costruito: ecco come possiamo proteggerci"

L'Italia è un territorio ad alto rischio sismico. E se il terremoto non è un evento prevedibile, i suoi danni possono essere prevenuti. "Il pericolo - racconta Maurilio Silvestri, funzionario del dipartimento della Protezione civile e curatore della mostra Terremoti d'Italia - non è il sisma in sè, ma il contesto che l'uomo ha costruito sull'area colpita. Si muore sotto le macerie. Ma ci si può proteggere". E proprio dalla necessità di diffondere questa consapevolezza nasce la mostra itinerante realizzata dal dipartimento della Protezione civile e dalla presidenza del Consiglio che dal 2007 porta in giro per l'Italia tutto quello che c'è da sapere sui sismi: come nascono, come si misurano, quali hanno colpito il nostro Paese. Ma soprattutto come imparare a conviverci in sicurezza.

A due passi dal Colosseo Quadrato, una vera tenda della Protezione civile ospita il percorso, a Roma dal 21 al 25 novembre. Si comincia col capire cosa è fisicamente un terremoto e come è stato misurato nel tempo - dai sismoscopi cinesi del 1100 ai sismografi digitali e alla rete accelerometrica nazionale - per arrivare a vedere quali sono le aree più a rischio in Italia. Si passa poi a un excursus storico tra i terremoti che hanno colpito l'Italia negli ultimi cento anni e agli adeguamenti strutturali che permettono agli edifici di resistere alle scosse. Poi la parte più affascinante: due simulatori sismici, uno per vedere gli effetti di un terremoto su ponti e palazzi e l'altro per provarli sulla propria pelle. Una vera stanza sismica che riproduce gli effetti delle scosse su un normale appartamento messo in sicurezza, dove anche il premier Giuseppe Conte ha sperimentato la magnitudo del terremoto che colpì L'Aquila nel 2009. E infine consigli e depliant per sapere cosa fare prima, durante e dopo l'emergenza.

Il messaggio è chiaro: proteggersi è possibile. Prima di tutto con il monitoraggio. "L'unico dato scientifico su cui possiamo affidarci è la probabilità che la terra tremi nuovamente dove già ha tremato", spiega ancora Silvestri. "Quindi bisogna continuamente monitorare e tenere sotto controllo il Paese". Esattamente quello che fa la Protezione civile, nata proprio dall'esperienza maturata durante le tragedie che hanno colpito il nostro Paese, in particolare dopo i terremoti del Friuli nel 1976 e dell'Irpinia nel 1980.

E una volta che si sa dove il terremoto potrebbe colpire bisogna agire sugli edifici: "Con i giusti adeguamenti strutturali si può convivere con il terremoto", sottolinea Elisa Zambonelli dell'Ufficio rischi sismici. Ma se le nuove case vengono costruite secondo i parametri antisismici, è vero che l'Italia ha un patrimonio storico edilizio che non può essere buttato giù e ricostruito. "Ci si può intervenire - spiega ancora Zambonelli - anche se la messa in sicurezza può essere molto costosa. Ma non sarebbe un buon investimento per il futuro?".