Telemedicina nelle vigne: nuova sfida del politecnico di Torino

Torino, 29 apr. (LaPresse) - Un ingegnere somellier. E' con commistioni originali che spesso nascono i progetti più innovativi. Ed è proprio il caso del wifi delle vigne, una sorta di telemedicina della produzione vitivinicola ideata da Daniele Trinchero, docente del dipartimento di elettronica e telecomunicazioni del Politecnico di Torino che coltiva anche una passione per il vino ed è membro dell'Associazione italiana somellier.

Il progetto si chiama IXemCam: si tratta di una webcam in grado di catturare immagini ad alta definizione (anche a infrarossi) e allo stesso tempo di rilevare temperatura e umidità; e che può anche comunicare i dati su grandi distanze, utilizzando frequenze libere e quindi a costo zero.

Uno strumento che consente a un agronomo di controllare la situazione del vigneto senza dover essere fisicamente presente sul posto. "Il piccolo viticoltore - spiega Trinchero - non si può permettere di avere un agronomo costantemente nel vigneto e lo fa venire poche volte all'anno. Ma con questa tecnica, con la stessa spesa, può avere un monitoraggio costante. L'agronomo, seduto al suo tavolo, può verificare in modo capillare quello che avviene nel vigneto. E può farlo con diversi vigneti contemporaneamente". Il che consente anche di ridurre l'impiego di agenti chimici. "In genere i viticoltori - continua il docente - usano periodicamente prodotti chimici per evitare l'eventualità di parassiti. Con un monitoraggio costante possono impiegarli soltanto quando effettivamente servono".

Il progetto dura due anni ed è iniziato l'anno scorso col Barbaresco, nel cuneese. "Con le prove sul campo - spiega Trinchero - abbiamo terminato la realizzazione dello strumento, che ora è pronto. Nel corso di quest'altra annata invece lo stiamo impiegando anche per Chianti, Montalcino, Montepulciano, ma anche in Friuli e in altri due o tre posti in Piemonte. Insomma vogliamo valutarlo sulla base di un uso più estensivo".

Il progetto è sviluppato dal laboratorio iXem, diretto proprio da Trinchero. "Siamo specializzati - spiega - nelle applicazioni di nicchia delle comunicazioni wireless: il monitoraggio dell'ambiente, l'assistenza ai servizi, l'agricoltura intelligente, il monitoraggio in alta montagna". Spesso i progetti, racconta, nascono dalla conoscenza personale di realtà che apparentemente con applicazioni di telecomunicazioni non avrebbero nulla a che fare. "Mettiamo insieme cose diverse - spiega - mettiamo a frutto la mentalità degli italiani di sapersi un po' arrangiare. Gli americani non lo capiscono, sono più rigidi, legati a schemi precostituiti".

E così lo stesso laboratorio ha messo in piedi un progetto sul monitoraggio degli acquedotti in Qatar, che è durato quattro anni. Ma chi paga tutto questo? "Ci autofinanziamo - precisa il docente -. Usiamo fondi residui di progetti terminati per avviarne di nuovi. Il Qatar, dopo alcuni anni, ci ha pagato un milione di dollari. Soldi che, terminato quel progetto, ora stanno in parte finanziando quello delle vigne". In attesa che questo abbia un ritorno economico a sua volta.

Ora Trinchero è tornato in Qatar, dove sta tenendo un corso in vista di un accordo tra le due università. Ed è già partito un nuovo progetto: "Mi hanno chiesto - annuncia - di sviluppare un sistema per individuare alcuni parassiti delle palme da dattero, che qui rappresentano un flagello. Negli ultimi due mesi abbiamo ideato una cosa che dovrebbe individuare il problema prima che insorga". E via a una nuova sperimentazione.

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