Tav, imprese da Conte. Appendino: "Fare in fretta costi-benefici"

Il 5 dicembre l'incontro del mondo economico con il premier. Appello della sindaca di Torino

La partita ora è nelle mani delle imprese. Il mondo economico e produttivo è il vero grimaldello dei Sì Tav per convincere il governo a non bloccare i lavori della Torino-Lione. Il 5 dicembre i rappresentanti del sistema delle imprese, del lavoro, della cooperazione e delle professioni torinesi e piemontesi saranno ricevuti a Palazzo Chigi. Al tavolo, come previsto, siederanno il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il vicepremier, Luigi Di Maio, e dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, oltre alle 33 sigle delle associazioni datoriali e sindacali che avevano aderito, seppure senza bandiera alla manifestazione a favore dell'opera il 10 novembre a Torino. "Apprezziamo la sensibilità del governo" commentano in una nota congiunta in cui ribadiscono la necessità di una discussione serena e obiettiva sulle infrastrutture del territorio, "viste come uno degli elementi imprescindibili per uno sviluppo equilibrato di tutto il Paese in collegamento con il corridoio mediterraneo di cui la Torino-Lione è parte fondamentale".

Non a caso, l'invito dell'esecutivo è arrivato dopo l'annuncio di un grande incontro del mondo imprenditoriale il 3 dicembre sempre nel capoluogo piemontese per fare il punto sulle infrastrutture, prima fra tutte l'alta velocità. Ma, d'altra parte, va comunque letto come un tentativo di rasserenare gli animi e di ricucire i rapporti con quel mondo economico, sindacale e produttivo da cui soprattutto la parte 'verde' del governo non può prescindere. Lo stesso vicepremier leghista Matteo Salvini ha ricordato che preferisce "andare sempre avanti" e avere Tap, Pedemontana, "ma se prendo un impegno lo rispetto. Spero facciano in fretta" con la fantomatica analisi costi-benefici. Un appello alla velocità, dettata dal timing europeo di dicembre, che arriva anche dalla sindaca torinese Chiara Appendino con cui le imprese sembrano avere qualche problema di dialogo dopo l'approvazione in Sala Rossa di un documento contrario alla Torino-Lione, ma soprattutto dopo la decisione di far sfilare il proprio vicesindaco Guido Montanari al corteo No Tav dell'8 dicembre, con tanto di fascia tricolore.

All'incontro romano non ci saranno le sette 'madamine" organizzatrici della manifestazione Sì Tav, che avevano chiesto di avere colloqui 'ad alto livello' ricevendo il diniego del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per loro resta aperta la porta della sindaca.

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