Tav, estesa area rossa: sale tensione

Torino, 21 ott. (LaPresse) - Sale la tensione per la manifestazione No Tav di domenica dopo l'ordinanza, emessa nel tardo pomeriggio dal prefetto di Torino, Alberto Di Pace, che vieta l'accesso a tutte le strade limitrofe al cantiere di Chiomonte, anche da Giaglione. Un provvedimento che estende l'area rossa a tutto il tracciato del percorso programmato dai manifestanti, escluso il punto di ritrovo, il campo sportivo di Giaglione. Off limits, quindi, l'intera strada che da questo piazzale conduce, attraverso i boschi della val Clarea, alla baita dei No Tav, e poi alle reti del cantiere. Fino ad oggi le indicazioni che erano emerse in modo ufficioso da forze dell'ordine, amministratori e dagli stessi No Tav erano altre. Ovvero che sarebbe stato consentito marciare lungo la prima parte del sentiero che da Giaglione porta al cantiere, con sbarramento all'altezza della baita, a circa meno di un chilometro dalle reti. I No Tav, "in cambio", avevano promesso una linea morbida. Un taglio simbolico alle reti e poi marcia indietro, nessuna arma, nessuna maschera antigas, volti scoperti. Da questa sera qualcosa è cambiato. Linea dura dalla prefettura, che vieta non solo le strade limitrofe, ma anche tutte le aree boschive e prative, compresi i sentieri della montagna Ramats, dalla mezzanotte del 22 alle 7 del 24 ottobre."La nuova zona interdetta - denunciano i No Tav in una nota che arriva in serata - è stata estesa di circa due chilometri rispetto a prima, impedendo dunque tutti gli accessi. Chi si è vantato in questi giorni di salvaguardare il diritto dei cittadini a manifestare dovrebbe ora chiedersi quale diritto venga effettivamente riconosciuto in presenza di tante e tali restrizioni". Ma soprattutto, secondo i movimenti contrari alla Torino-Lione, "nel tentativo incauto di dissuadere a manifestare, si ottiene l'effetto opposto: aumentare la tensione, innescando spirali molto pericolose per l'incolumità di tutti i cittadini". I No Tav chiedono quindi al prefetto trenta "osservatori neutrali, scortati dalla polizia" che vigilino sulle operazioni delle forze dell'ordine. Il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, che ha deciso che non farà chiudere né bar né negozi, invita alla calma: "Che i manifestanti non si facciano prendere da raptus di rabbia, ma dimostrino la civiltà della gente di montagna". Anche la questura, con una nota, ricordando che è "vietato travisarsi" e portare con sè oggetti che possono essere usati come armi, invita "al dialogo".

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