Tav, compagna Luca Abbà: Passato il limite, volevano ucciderlo

Torino, 1 mar. (LaPresse) - Nella giornata in cui Luca Abbà, storico leader dei No Tav, è precipitato da un traliccio dell'alta tensione in Val Susa, mentre si opponeva all'esproprio dei terreni "tutto è cambiato" perché è stato oltrepassato "il limite di quella che continuiamo a voler chiamare democrazia e rispetto della legalità". Così Emanuela, la compagna di Abbà, in una lunga lettera pubblicata sulla pagina Facebook dei No Tav, nella quale parla del "tentativo di omicidio" nei confronti di Luca "da parte delle forze del disordine", in una giornata in cui "ci hanno palesemente dichiarato guerra guidati dalla mano assassina di un governo che anzichè ascoltare le richieste dei suoi cittadini e delle popolazioni tutte, usa la forza della violenza per imporre i suoi loschi e sporchi affari ed è disposta a tutto per raggiungere i suoi sporchi fini".

Rivolgendosi al capo della polizia Antonio Manganelli, Emanuela chiede "che tipo di ordini" abbia impartito "ai reparti anti sommossa che in questi giorni hanno raggiunto la Val Susa". "Se l'ordine - scrive la compagna di Abbà - fosse quello di alzare ancora di più il livello di tensione che hanno creato in questi mesi e trovare loro il morto". "Il morto - attacca - lo avete cercato e quasi trovato voi".

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