Taranto, tredici arresti: facevano pagare il pizzo ai miticoltori
A capo dell'organizzazione due fratelli, Damiano e Giovanni Ranieri, entrambi pluripregiudicati

Tredici persone sono state arrestate, 5 in carcere e 8 agli arresti domiciliari, a Taranto con le accuse di associazione per delinquere finalizzata all'estorsione e al furto aggravato a carico di impianti di mitilicoltura del Mar Grande e Mar Piccolo di Taranto; minacce aggravate nei confronti di operatori del settore e ricettazione ed immissione in commercio di prodotti ittici nocivi per la salute.
 

A capo dell'organizzazione due fratelli, Damiano e Giovanni Ranieri, entrambi pluripregiudicati. Gli otto sottoposti agli arresti domiciliari sono accusati di essersi approvvigionati di frutti di mare dal sodalizio, per poi rivenderli, in assenza delle procedure a tutela della salubrità degli alimenti. Le indagini hanno permesso di filmare gli arrestati mentre riscuotevano il pizzo dai miticoltori che, in caso di rifiuto, venivano "puniti" con il furto di ingenti quantitativi di prodotto ed il danneggiamento degli impianti ed attrezzature. Sono stati poi sequestrati circa un quintale di cozze nere prive di certificazione sanitaria e fiscale di accompagnamento e 7 chili di datteri di mare.
 

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