Taranto,pesca illegale: sequestrati 40 kg bianchetto e 3000 ricci mare

Taranto, 6 mar. (LaPresse) - Sequestrati in Puglia più di 3mila ricci di mare, oltre 40 chilogrammi di prodotto ittico e ben 80 metri di rete con maglia strettissima, il cosiddetto 'velo', utilizzata illegalmente per la pesca del novellame, di cui sono proibite anche la detenzione e commercializzazione. Sono state comminate sanzioni per 8mila euro, quattro le denunce. Le operazioni sono state condotte nei giorni scorsi, nel corso di quattro distinte operazioni predisposte dal reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Bari - nel Mar Grande e nelle acque di Scanzano Jonico -. Gli equipaggi delle unità navali delle fiamme gialle di Taranto hanno individuato e denunciato a piede libero alle procure di Taranto e Matera quattro persone dedite alla pesca di novellame di pesce, comunemente detto 'bianchetto'.

Nel corso di due ulteriori crociere operative a Lama e in Mar Grande, i finanzieri della sezione operativa navale hanno sorpreso due soggetti a bordo di due natanti che - sprovvisti di autorizzazione - stavano pescando il riccio di mare, specie ittica di cui è consentita la pesca fino a mille esemplari al giorno per i pescatori professionali e fino a cinquanta esemplari al giorno per i pescatori sportivi. Nell'occasione, i militari hanno trovato a bordo dei natanti due recipienti contenenti oltre 100 chili del prezioso echinoderma - corrispondenti a circa 3000 esemplari - che sono stati immediatamente rigettati in mare alla presenza dei trasgressori, a ciascuno dei quali è stata comminata una multa da 4mila euro e il sequestro di due bombole da sub con erogatore.

Il pregiato prodotto ittico sequestrato negli interventi delle fiamme gialle avrebbe fruttato, una volta immesso illegalmente in commercio, oltre 1500 euro. Gli interventi della sezione operativa navale di Taranto confermano l'incessante impegno della guardia di finanza nel settore della tutela dell'ambiente e della salvaguardia della flora e della fauna marina, messe in pericolo dai comportamenti spregiudicati e irresponsabili di soggetti che, in barba a qualsiasi etica ambientale e senza prestare la minima attenzione alla conservazione del territorio, aggrediscono in modo indiscriminato e selvaggio i fondali del litorale jonico.

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