Taranto, arrestato latitante Sacra corona unita dopo conflitto a fuoco

Taranto, 30 mar. (LaPresse) - Arrestato dai carabinieri un latitante della Sacra corona unita. Si tratta di Giuseppe Giordano, 42enne pluripregiudicato. L'arresto è avvenuto ieri ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Manduria, in in provincia di Taranto. Giordano si era reso irreperibile dal novembre 2012, dopo essere stato colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d'appello di Taranto, per un omicidio commesso in Montenegro nel settembre 1998. Giordano era stato condannato alla pena di anni 30 di reclusione. L'attività di polizia che ha condotto all'arresto, è maturata nel corso di un servizio perlustrativo del territorio, quando una pattuglia dell'aliquota radiomobile intercettava un'autovettura sospetta con due soggetti a bordo, in una strada alla periferia di Manduria. Il conducente, accortosi di essere seguito dai militari, ha accelerato cercando di dileguarsi ed imboccando alcune strade rurali. Dopo alcune centinaia di metri, il veicolo si è fermato e gli occupanti si sono dati alla fuga a piedi nei campi.

Il conducente dell'auto è stato bloccato, mentre il secondo occupante ha esploso numerosi colpi di pistola all'indirizzo degli uomini dell'arma, ingaggiando con gli stessi un conflitto a fuoco. Lo stesso, vistosi quindi circondato e braccato dai carabinieri ha gettato l'arma a terra e si è arreso. A seguito del conflitto a fuoco, conclusosi senza feriti, i militari hanno identificato l'uomo che aveva cercato di fuggire sparando in Giordano, elemento di spicco della Sacra Corona unita. E' stata recuperata l'arma in uso al latitante, una pistola Beretta cal 9x21 rubata in un'armeria di Brindisi e rinvenuti ulteriori due caricatori, nonché diverse patenti e documenti di identità falsi e circa 5.000 euro in contanti. Giordano è stato arrestato in flagranza di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, mentre colui che lo accompagnava per favoreggiamento personale e resistenza a pubblico ufficiale. Sono in corso ulteriori indagini per ricostruire i movimenti del latitante, che è stato associato alla locale casa circondariale e dovrà scontare una pena di 30 anni di reclusione.

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