Tap, protesta degli attivisti a San Foca contro il gasdotto: bruciate tessere elettoriali e bandiere M5S

La manifestazione degli attivisti a Melendugno, in Salento, contro la realizzazione dell'opera e contro i pentastellati al governo

"Il rapporto tra il cittadino elettore e i propri politici eletti del M5S si è incrinato in modo incredibile. Di Battista in campagna elettorale era in questa piazza e su questa panchina diceva che avrebbe chiuso Tap in quindici giorni. Ma ci vuole coraggio in politica, e non tutti lo hanno". Ha detto ai microfoni di RaiNews24 il sindaco di Meledugno, Marco Potti, Comune del Salento in cui è previsto l'approdo del gasdotto trans-adriatico Tap. Potti ha parlato da San Foca, sul Lungomare Matteotti, dove è stata organizzata la manifestazione del movimento No Tap contro la realizzazione del gasdotto e contro i pentastellati al governo: "Salvini per mantenere le promesse fatte ai suoi elettori se ne frega e porta avanti le sue idee, con cui non sono d'accordo, anche quando ci sono delle vite umane a rischio. La parte gialla del governo, invece, ". 

Durante la protesta, a cui hanno preso parte anche una decina di sindaci da tutta la provincia di Lecce, alcuni attivisti No Tap a San Foca di Meledugno hanno bruciato le proprie tessere elettorali, le bandiere a 5 Stelle e le foto che ritraevano i volti dei parlamentari del Movimento eletti in Salento. 

Per bloccare Tap, insiste il sindaco Potti, "basta la volontà politica e far prevalere le volontà del territorio. Il contratto non esiste e ce lo ha detto lo stesso ministero dello Sviluppo di Di Maio. Non c'è nessun atto in cui sono previsti i vantaggi e le penali. Le cifre sono ballerine. Il governo ci deve far veder queste due paginette: abbiamo gli esperti e possiamo smentire il governo". 

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