Tante domande sulla tragedia di Cisterna. Ma Capasso poteva essere fermato?
Gli esposti della moglie dell'uomo che le ha sparato e ha ucciso le loro figlie. Quali risposte? Cosa hanno fatto i carabinieri? Era possibile togliergli almeno la pistola d'ordinanza?

Adesso sembra che tutti sapessero tranne quelli che avrebbero dovuto intervenire. Il 4 settembre scorso, Antonietta Gargiulo, la donna che ha perso le figlie di 8 e 13 anni e giace al San Camillo tra la vita e la morte, la donna che, quando se ne parla, tutti o quasi dicono "Sarebbe meglio per lei che non si svegliasse dal coma....", aveva gridato alle forze dell'ordine il suo malessere e non era stata ascoltata. Almeno non abbastanza, come i fatti hanno dimostrato al di là di ogni dubbio.

Ieri sera, intervistata a Porta a Porta, Maria Belli, avvocata di Antonietta, raccontava con pacato dolore, quasi un po' sconcertata, quasi come se cose di questo genere ne avesse già viste, almeno per la parte in cui una donna chiede aiuto e non viene ascoltata.

Cerchiamo di ricostruire cosa è successo in base al racconto dell'avvocata e di altre fonti:

1) Il matrimonio tra Luigi Capasso e Antonietta Gargiulo non aveva funzionato quasi fin dall'inizio (si erano sposati nel 2001). Motivo la gelosia assurda e immotivata di lui, il suo bisogno psicotico di controllo. Le bambine, a detta dell'avvocato, erano quasi uno strumento di pressione sulla moglie. Certo, Capasso gridava al mondo che le amava e che la moglie non gliele lasciava vedere. In realtà, soprattutto negli ultimi anni, le spaventava e le utilizzava continuamente contro di lei. I due frequentavano un centro diocesano di aiuto alle famiglie a Cisterna di Latina. Un supporto psicologico che entrambi avevano intrapreso per problemi di coppia.

 

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