Tangenti in Lombardia: viaggi ed escort per funzionario ministero Sviluppo
Nell'operazione sono state arrestate 14 persone

Cene, pranzi, viaggi ma anche escort. Così veniva ricompensato Pierpaolo Tondo, funzionario dell'Unità di Verifica degli Investimenti Pubblici (Uver) del ministero dello Sviluppo Economico indagato per millantato credito nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano che ha portato all'arresto di 14 persone per i subappalti nell'ambito della realizzazione di opere pubbliche in Lombardia. Il dettaglio emerge dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Alessandra Simion.

Il funzionario, insieme al faccendiere bresciano Alessandro Raineri, finito in carcere ieri mattina, avrebbe cercato di favorire gli imprenditori coinvolti in cambio di denaro e altre utilità per "la propria attività di millantata pressione verso i funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Milano e Roma". In particolare, Tondo avrebbe ricevuto dall'imprenditore Venturino Austoni, anche lui finito in carcere, "somme di denaro in contanti" e "viaggi gratuiti" a Milano e Bergamo, "comprensivi di cene, albergo ed escort per prestazioni sessuali a pagamento".

LE INFILTRAZIONI DELLA 'NDRANGHETA. "I 'calabresi' erano riusciti a inserirsi nel settore delle grandi opere quali aggiudicatrici di lavori appaltati da Ferrovie Nord Spa o da società facenti parte del medesimo gruppo ad Itinera Spa", tra cui "i lavori della piastra Expo da parte del gruppo Mantovani", scrive ancora il gip di Milano Alessandra Simion nell'ordinanza di custodia cautelare. Una delle società che facevano capo a imprenditori contigui alla 'ndrangheta "dal giugno 2013, data della sua costituzione, diveniva destinataria di importanti lavori pubblici quali il cantiere di Arese avente a oggetto il centro commerciale il "Centro", il cantiere di Turbigo per il potenziamento della tratta ferroviaria Castano - Turbigo, il cantiere di Cormano per i lavori relativi a una nuova stazione unificata, il cantiere di Bereguardo per lavori relativi alla messa in sicurezza della A / Milano - Genova, i lavori della piastra Expo da parte del gruppo Mantovani".

"Si tratta ovviamente di opere di rilievo che certamente una società appena nata" come la Infrasit "gestita di fatto e amministrata formalmente da soggetti privi di una competenza specifica nel settore, non si sarebbe mai potuta aggiudicare", sottolinea il gip Simion in un passaggio dell'ordinanza.

Il fatto che il gruppo operasse già nel settore dell'edilizia a alti livelli nel mercato degli appalti pubblici "poteva avvenire grazie al circuito relazionale di Pierino Zanga", che il gip Simion considera la "mente" dell'organizzazione e che "dimostrava la sua propensione a muoversi ricorrendo sistematicamente all'intestazione fittizia, per mettersi al  riparo da qualunque problema giudiziario e fiscal tributario che eventualmente riguardasse la società, avvalendosi di professionisti spregiudicati" in grado di reperire "teste di legno" e creare società fittizie, ricorrendo "alla corruzione per ottenere i subappalti" e "ricorrendo alle minacce e a metodi intimidatori al fine di risolvere i problemi di concorrenza, ricorrendo infine a 'faccendieri' della portata di Alessandro Raineri che dietro compenso intermediavano i rapporti con politici e funzionari pubblici".

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