Sventato attentato a Colangelo: Cresce sicurezza preventiva
Secondo un collaboratore di giustizia, il tritolo trovato in Puglia nei giorni scorsi sarebbe dovuto servire a uccidere il procuratore di Napoli

Il tritolo trovato in Puglia nei giorni scorsi sarebbe dovuto servire a uccidere il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo. La rivelazione arriva da un collaboratore di giustizia, che lo ha riferito agli inquirenti della Dda di Bari. Il tritolo è stato sequestrato a Gioia del Colle ed è proprio in questo paese, dove Colangelo abita, che avrebbero dovuto colpirlo. L'esplosivo, circa 500 grammi, era stato rinvenuto il 29 aprile, nelle immediate adiacenze della proprietà di Amilcare Monti Condesnitt, insieme ad una semiautomatica marca Tokarev calibro 7,62 completa di caricatore con relativo munizionamento.

"Avevamo già elementi di forte preoccupazione - ha spiegato il ministro della Giustizia Andrea Orlando - tanto che nel corso del vertice a Napoli la settimana scorsa abbiamo rafforzato per quanto possibile il sostegno anche in termini di sicurezza ai magistrati napoletani. Avevo espresso vicinanza al procuratore Giovanni Colangelo che rinnovo oggi. Esprimo anche la mia gratitudine: questa aggressività è anche segno di particolar efficacia nell'attivita repressiva della procura di Napoli. Sono stati inferti fortissimi colpi al cuore della camorra".

Il collegamento tra il terrorismo e la criminalità organizzata è sempre più diretto, come ha sottolineato recentemente il direttore di Europol Rob Wainwright, nel corso di una audizione di fronte al Comitato Schengen, sottolineando che dove è più densa la presenza di malavita, maggiori sono gli addentellati che i terroristi trovano per i loro spostamenti e per rifornirsi di armi.

In Italia la criminalità organizzata è sinonimo di mafia, 'ndrangheta, camorra. L'anno scorso, secondo i dati della Dia, oltre 2,5 miliardi di beni sono stati sequestrati a mafiosi, 95 milioni a 'ndranghetisti, 30 milioni a camorristi. Ma esistono nuove forme, come quelle legate al traffico dei migranti. "Abbiamo calcolato - ha detto Wainwright - che le reti criminali legate al traffico dei migranti hanno avuto un fatturato l'anno scorso compreso tra i 3 e i 6 miliardi di euro, il che ne fa il mercato criminale in più rapida crescita".

"Europol - ha spiegato - ha sviluppato un database europeo di trafficanti, con 40mila individui potenzialmente coinvolti nel traffico di migranti. Abbiamo individuato più di cento imbarcazioni sospette coinvolte in attività di traffico". Il problema è intercettare i malviventi prima che agiscano. E l'Italia è sulla buona strada come dimostra il sequestro di oggi.

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