Strada dei Parchi: "Il rischio non sono i viadotti scrostati, ma il terremoto. Lo Stato dia il via libera ai lavori"

Intervista al vicepresidente della società che ha in concessione A24 e A25, Mauro Fabris dopo che Toninelli ha parlato dei piloni degradati. "Il progetto per metterle in sicurezza è pronto e approvato. Aspettiamo i fondi dal Ministero. Erano nel decreto Genova, ma sono spariti"

"Allarmante stato di degrado dei piloni dei viadotti delle autostrade A24 e A 25", quelle che corrono sui monti d'Abruzzo attraverso 176 viadotti (piccoli e grandi) e 55 gallerie. Ne ha parlato questa mattina (in un inciso del suo discorso all'Assemblea dell'Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili), il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Effettivamente, come hanno testimoniato le Iene (e il video che qui pubblichiamo) lo scorso 5 ottobre, Toninelli, accompagnato da un funzionario del ministero e dalla troupe delle Iene, si è recato sotto il viadotto Macchiamaura di Bugnara tra Cucullo e Pratola Peligna per far vedere a tutti le "condizioni degradate dei piloni". Effettivamente, i piloni appaiono scrostati e si vedono dei pezzi di ferro contenuti nelle struttura di calcestruzzo. Ma è vero degrado? E quali sono i veri problemi delle autostrade A24 (Roma-Teramo) e A25 (Torano-Pescara) di cui è concessionaria la società "Strade dei Parchi" che fa capo al Gruppo Toto? Quanti soldi ci vogliono per renderle sicure anche di fronte a un'altra scossa di terremoto pari o superiore a quella che sconvolse L'Aquila e l'Abruzzo la notte del 6 aprile del 2009. Per capirlo, ne abbiamo parlato con Mauro Fabris, vicepresidente della Strada dei Parchi spa.

Dottor Fabris. I viadotti di cui parla Toninelli, sono a rischio?
"Assolutamente no. Nelle condizioni di esercizio normale, sono del tutto sicuri. Il fatto che in alcuni punti siano scrostati, non vuol dire che possano crollare. Da questo punto di vista sono disponibili le certificazioni fatte da aziende terze che dicono questo. Altro discorso e se venisse un terremoto di potenza pari o superiore a quello del 2009".

Cosa potrebbe accadere in quel caso?
"Guardi, paradossalmente, il giorno del terremoto, la A24 e la A25 hanno subito un vero e proprio "crash test" che ci ha fatto capire molte cose. In quei giorni le autostrade vennero chiuse per procedere all'antiscalinamento. La scossa, infatti, aveva causato dei veri e propri scalini (anche di 20/30 centimetri) tra un pezzo e l'altro del viadotto. Ma questi viadotti sono costruiti in modo che il nastro d'asfalto poggia su dei martinetti e dei rulli che impediscono (in caso di terremoto) che si sposti e finisca sulla pila vera e propria con il rischio del crollo. Con alcune apposite manovre, il nastro stradale venne riallineato. In un secondo tempo, siccome alcuni rulli si erano rotti, tutti i viadotti sono stati "imbragati" in modo tale che, se anche si rompe il rullo, non c'è pericolo di crollo perché la strada non finisce a diretto contatto con la pila. L'operazione è costata 170 milioni, adesso è terminata. Ma non è la soluzione definitiva".

E quale sarebbe quella definitiva?
"Dopo il terremoto del 2009, nel 2012, la legge 228 si è riferita direttamente alla "Strada dei Parchi" sotto due aspetti: 1) E' una strada strategica proprio dal punto di vista della possibilità di intervento della Protezione Civile in una zona ad alto rischio sismico, 2) La A24 e la A25 vanno messe in sicurezza dal punto di vista sismico. Ossia, vanno benissimo per l'esercizio normale, ma sarebbero a forte rischio in caso di una scossa davvero devastante. Noi abbiamo detto: "Ok, adeguiamole al più presto" e abbiamo cominciato a discuterne con gli organismi governativi preposti. Chiaramente, siccome noi siamo concessionari fino al 2030 e qui si tratta di un intervento assolutamente strutturale, c'era e c'è una questione economica non secondaria. I soldi per questa operazione deve metterli lo Stato".

E lo Stato ha detto di no?
"No, no, lo Stato sa benissimo che dovrà pagare. Si è aperto un dialogo tecnico per individuare il miglior progetto possibile. Noi ne abbiamo formulato uno che, secondo me, resta il migliore perché risolve il problema alla radice"

E qual è?
"Rifare completamente le autostrade. Abbattere ponti e viadotti e ridisegnare il percorso senza ponti e quasi tutto in galleria"

Quanto sarebbe costato?
"Circa sei miliardi, ma la valutazione era che la nuova autostrada sarebbe potuta durare anche due secoli. Il ministro Del Rio, dopo attenta valutazione disse che era troppo e che non si poteva buttare giù l'autostrada e rifarla, Quindi ci hanno chiesto un piano B che mettesse in sicurezza la infrastruttura senza cambiarne il percorso"

E così?
"Così abbiamo presentato un altro progetto che prevede di "fasciare" tutte le pile dei viadotti legando insieme, con tecniche molto avanzate, nastro d'asfalto e piloni in modo da superare qualsiasi rischio di crollo. Il costo dell'opera è di 3,1 miliardi e ci vogliono 10 anni per completarla. Il progetto ha fatto tutto l'iter e, entro la fine dell'anno, dovrebbe arrivare il sì definitivo. Nel frattempo, nel 2017 (con i fondi per la coesione e lo sviluppo) ci sono stati assegnati 250 milioni per avviare le opere più urgenti di questo progetto da realizzare entro il 2018. Peccato che i soldi sarebbe arrivati solo nel 2021. Comunque, noi ci siamo messi al lavoro per completare al più presto queste prime opere, ma per avere 58 milioni abbiamo dovuto far ricorso al Tar  il quale ha deciso che trattandosi di lavori straordinari erano a carico del concedente".

E adesso?
"Adesso aspettiamo gli altri 192. Il ministro Toninelli ci aveva garantito che li avrebbe messi nel decreto per Genova e, effettivamente, sono comparsi all'articolo 16 nelle prima bozza. Abbiamo chiesto al ministro di fare i decreti per cominciare a spenderli, ma, allo stato, non abbiamo visto niente e non è più nemmeno chiaro se, in sede di conversione, quei soldi saranno ancora nel decreto".

In conclusione?
"In conclusione, tutti parlano di degrado e ammaloramento e dicono che i viadotti sono a rischio perché appaiono scrostati e perché si vedono i pezzi di ferro. Il rischio, però, non sta nei pezzi di ferro a vista, ma in una eventuale fortissima scossa di terremoto. Per mettere in assoluta sicurezza la A24 e la A25 è necessario mettere mano al progetto in tempi brevissimi. In sostanza, il ministro dovrebbe sbloccare al più presto i fondi necessari. Ai lavori ci pensiamo noi"

 

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