Storia di Laura che ha ritrovato la nonna. Così la Croce Rossa aiuta a ricostruire le famiglie separate
Una bimba di origine somala nata in Italia. La madre è morta di parto e una famiglia calabrese l'ha presa in affidamento. E, grazie a "Restoring Family Links", la CRI ha ritrovato la sua famiglia

Laura Speranza è nata in Italia dopo uno sbarco, avvenuto un anno fa a Crotone, a cui la mamma Neima, incinta di lei e con evidenti segni di tortura sul corpo, non è sopravvissuta. Da poco più di un anno, Laura, vive con una famiglia di volontari della Croce Rossa Italiana, Domenica e Sergio Monteleone, ma da qualche giorno ha potuto riabbracciare la nonna e la sorellina, rintracciate grazie al servizio Restoring Family Links della CRI. E proprio la Croce Rossa ha deciso di raccontare la sua storia in occasione della Giornata Mondiale delle Persone Scomparse, un tema caldissimo in questi difficili anni di migrazioni e profughi in fuga da guerre e persecuzioni. Il fenomeno della scomparsa di molte persone, del loro distacco (per mille motivi) dalle famiglie di origine causa ogni giorno profondo dolore in milioni di persone sparse per il mondo. Soffre chi è scomparso e soffrono terribilmente i parenti che lo cercano, La storia di Laura è una piccola luce in questa oscurità.

Sin dai primi giorni dopo la nascita di Laura, la Croce Rossa Italiana ha attivato il servizio grazie a cui, dopo un lungo e complicato lavoro a livello internazionale, in collaborazione con le consorelle degli altri Paesi, sono state trovate la nonna Halima e la sorellina Sabrine, scappate insieme dalla Somalia al Kenya, già da qualche anno, per via del conflitto in corso. Nelle prossime settimane loro tre proseguiranno il viaggio verso la Svezia dove una zia, informata della storia dalla Croce Rossa, ha offerto ospitalità e supporto.

 

 

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