Stato-mafia, deposizione del pentito Angelo Siino

Palermo, 6 nov. (LaPresse) - Dopo la trasferta romana per l'audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia prosegue nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo con l'interrogatorio del collaboratore di giustizia Angelo Siino. L'ex 'ministro dei Lavori pubblici' di Cosa nostra risponde alle domande del pubblico ministero Antonino Di Matteo.

Pino Lipari, ex 'consigliori' del boss Bernardo Provenzano, "era un'interfaccia mafiosa tra Vito Ciancimino, Provenzano e Riina". Lo ha detto il collaboratore di giustizia, Angelo Siino, nel corso della sua deposizione al processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. Secondo Siino, Lipari "si assumeva lo status di tramite tra questi personaggi, era la figura di un personaggio che si occupava delle segrete cose dei corleonesi".

"Non sono Pico della Mirandola", con questa frase Siino si è giustificato per non essere stato in grado di individuare l'esatta data di un incontro avvenuto tra lui e il boss catanese Nitto Santapaola a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. L'ex 'ministro dei Lavori pubblici' di Cosa nostra sta rispondendo alle domande del pm Antonino Di Matteo. La frase di Siino è la stessa utilizzata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua audizione del 28 ottobre al Quirinale.

"Incontrai l'onorevole Martelli a casa mia, a Palermo, e mi chiese di fare votare per lui e per il suo partito" ha proseguito il collaboratore di giustizia nella sua deposizione. "Era il 1987 - ha raccontato Siino - e ricordo che il suo atteggiamento non mi era piaciuto per quello che diceva che bisognava fare. Mi disse che lui era sempre stato un liberale e che non gli piacevano quel tipo di leggi che stavano per essere promulgate".

"Ero sempre stato di fede democristiana - ha proseguito Siino - e non vedevo bene questo incontro. Martelli mi fece i complimenti per i quadri di casa mia. Io ero una sfinge, gli dissi che la mia estrazione era tutta democristiana ma che, dove avrei potuto, lo avrei aiutato. Poi Martelli risultò uno dei primi degli eletti".

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