Spettro chiusura Brennero: vacanzieri in fuga per attese
Il racconto della nostra inviata dal valico a rischio chiusura, tra previsioni e timori di enti e autorità locali

Se l’Austria come ha minacciato rafforzasse i controlli al valico del Brennero, i turisti provenienti da nord potrebbero rinunciare a visitare l’Alto Adige, per evitare le attese alla frontiera. E’ il timore di enti e autorità locali, che sono attendisti ma all’erta, e moderatamente preoccupati.

“Sicuramente ci sarà un impatto economico e turistico, e non solo sull’Alto Adige: il Brennero è una importantissima frontiera di passaggio tra Europa del nord e del sud. Le conseguenze saranno almeno a livello nazionale”, afferma Thomas Aichner, presidente di Idm Sued Tirol Alto Adige, l’azienda speciale per l’economia della Provincia e della camera di commercio di Bolzano. “In Alto Adige ci saranno di sicuro conseguenze sui trasporti dei beni, e sul settore turistico specialmente in relazione gli arrivi dalla Germania. C’è il rischio di code al ritorno verso nord, e oggi le persone sono molto sensibili ai ritardi”, prosegue.

Nella stagione invernale appena trascorsa, il Tirolo meridionale ha contato 11 milioni di pernottamenti, con una permanenza media di 4,4 notti. Il 43% dei turisti proviene dalla Germania, il 33 dall’Italia, il 3,6% dalla Svizzera e ili 2,5% dall’Austria, poi seguono Polonia, Olanda, Repubblica Ceca e altri Paesi. Qualche disdetta è già arrivata, spiega Aichner. Aggiunge: “Anche le ditte di trasporti,dato che i tragitti sono già molto lunghi, sono preoccupate: le code aumenterebbero i costi”.

Tra le mete turistiche più celebri dell’area c’è Merano, che con le sue terme, le sue montagne e i suoi eventi è uno storico e molto frequentato luogo di villeggiatura. Ogni anno, la città conta un milione di pernottamenti, mentre i 15 comuni limitrofi che fanno parte dell’area turistica circostante ne contano sei milioni. La direttrice dell’Azienda di soggiorno Merano, Daniela Zadra, è attendista, ma ammette che “se l’Austria imporrà controlli davvero rigidi la preoccupazione esiste”. Essa riguarda, spiega, soprattutto i comuni limitrofi, dove oltre il 67% dei turisti è tedesco. “Per ora non ci sono state ripercussioni” delle minacce di Vienna, dice Zadra, ma “il turista d’oltralpe non fa più le vacanze lunghe in queste mete: la permanenza media è di 3,9 giorni”, quindi “si riduce la disposizione ad accettare lunghe attese”.

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