Smog, a Milano e Roma le misure non bastano

di Marco Valsecchi

Milano, 30 dic. (LaPresse) - Posto che, in mancanza di provvedimenti, è lecito supporre che la situazione sarebbe potuta peggiorare ulteriormente, le misure straordinarie messe in atto nelle due maggiori città italiane per fare fronte all'emergenza smog non paiono aver avuto un effetto risolutivo su quello che rimane un problema grave. Sia a Roma che a Milano si sono registrati infatti tassi di inquinamento sopra la norma anche in questi giorni di blocco del traffico e targhe alterne. Per comprendere meglio i risultati dell'ordinanza disposta dal Comune di Milano bisognerà aspettare domani, quando saranno diffusi i dati relativi alle concentrazioni di Pm10 registrate oggi in città. Le misurazioni effettuate dall'Arpa Lombardia in questi primi due giorni di stop al traffico, però, non inducono all'ottimismo.

Nel capoluogo lombardo, il primo giorno di blocco della circolazione dalle 10 alle 16 aveva visto i valori salire, seppure leggermente, rispetto alla domenica, con concentrazioni comprese tra i 60 e i 67 µg/m3. Una tendenza che è proseguita anche il giorno seguente, con concentrazioni tra i 75 e gli 83 µg/m3 che hanno significato per la città il 35esimo superamento consecutivo della soglia fissata a 50 µg/m3. Questo nonostante un sostanziale rispetto dello stop: in totale le infrazioni sono state infatti circa 850, nel complesso dei tre giorni. Solo due, invece, le giornate a targhe alterne predisposte a Roma, con la capitale che ha visto rispettivamente 11 e 10 centraline su 13 presentare valori oltre la soglia il 28 e il 29 dicembre. A far segnare i dati più preoccupantii, in entrambi i casi, le zone di Cinecittà (92 e 89 µg/m3), Preneste (67 e 68 µg/m3) e Francia (a quota 58 µg/m in entrambi i giorni).

Risultati negativi richiamati più volte, nelle ultime ore, dal fronte dei critici rispetto alle misure adottate. Citando i dati milanesi in un post su Facebook, il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, ha sentenziato: "Sostituire caldaie a gasolio e autobus inquinanti, questo serve". Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha invece scelto Twitter per bollare come "inutile e addirittura dannoso" il blocco delle auto. Secondo il presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani, "i dati sulla qualità dell'aria nelle città italiane dimostrano ancora una volta che i problemi non si risolvono bloccando le auto". Mentre per Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio Milano, "il provvedimento non è servito a nulla".

Un discorso a parte, invece, quello legato alla visibilità che il problema ha comunque assunto in questi giorni di strade deserte e controlli a tappeto. "Il blocco serve a prendere coscienza, ma non è utile per risolvere il problema", commentava ieri Camillo Piazza, presidente di Class Onlus e organizzatore di EV-Flash Mob, la carovana di auto elettriche che ha attraversato Milano per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della mobilità sostenibile, incassando la promessa da parte di tre consiglieri regionali della Lista Maroni di una mozione che incentivi l'uso di questo tipo di vetture. A reclamare attenzione, oggi, è stata invece Legambiente, protagonista di un sit-in di fronte al ministero dell'Ambiente, dove il ministro Gian Luca Galletti - al quale i rappresentanti dell'associazione ambientalista hanno presentato le proprie proposte - si preparava a incontrare gli amministratori dei Comuni e delle Regioni più inquinate d'Italia.

Terminato l'effetto dei provvedimenti, nell'immediato non resta allora che guardare il cielo. Con la speranza che il calo dell'alta pressione, i venti e le piogge riescano finalmente ad abbassare i livelli di concentrazione delle polveri sottili. Secondo le ultime previsioni, la svolta dovrebbe arrivare con l'inizio del 2016, quando la penisola italiana, sia pure marginalmente, verrà influenzata da una massa d'aria fredda di origine artica continentale sospinta verso i Balcani dall'anticiclone russo. In particolare, da sabato 2 dovrebbe avere inizio una fase meteorologica molto più dinamica e movimentata, grazie al ritorno di correnti atlantiche capaci di riportare la pioggia su gran parte dell'Italia. Una potenziale fonte di sollievo, in attesa di interventi strutturali che, ci si augura, permettano di scongiurare emergenze come quella vissuta nelle ultime settimane.

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