Slow Food, a casa di Lella Costa arriva l'apicoltrice di Terra Madre

di Laura Carcano

Milano, 2 ott. (LaPresse) - Lella Costa, reduce dal premio 'Lilt for Women', attribuitole per il suo impegno nella lotta contro il cancro, ieri a Palazzo Marino durante un evento della Lega italiana per la lotta contro i tumori, si prepara ad accogliere da stasera a casa sua, a Milano, una ospite speciale, Lena, una apicoltrice 30enne, della bassa Austria. L'attrice, aprendo le porte di casa sua a Lena, come altri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo e tante famiglie milanesi faranno con altri giovani agricoltori, ha risposto all'appello del presidente di Slow Food Carlo Petrini per 'Terra Madre Giovani - We Feed the Planet', l'evento che da domani al 6 ottobre riunisce a Milano 2500 giovani contadini, pescatori, casari, allevatori, studenti e chef provenienti da 120 Paesi del mondo, che si riuniranno per trovare insieme le soluzioni per nutrire il pianeta.

L'attrice ha raccontato a LaPresse lo spirito con cui vivrà questa esperienza.

Perché ha scelto di ospitare Lena, la 'delegata' austriaca che parteciperà a Terra madre Giovani di Slow Food a Milano nei prossimi giorni?

La conoscerò solo oggi, non ho mai avuto contatti con lei. Ma è proprio questo lo spirito di questa iniziativa: si da' la propria disponibilità a ospitare e io ho messo a disposizione una stanza. Se oggi non riuscirò ad andare a prendere Lena personalmente, perché ho le prove di uno spettacolo, ci organizzeremo con mio marito o con una mia figlia. Con loro ho condiviso questa scelta di ospitalità.

Cosa le piace dello spirito di Slow Food?

Intanto ho una amicizia di lunga data con Carlo Petrini. Ci conosciamo da oltre 20 anni e la sua intelligenza e la sua capacità di cogliere lo spirito del mondo e dei tempi con 20 anni di anticipo rispetto a tutti gli altri lo rende per me un punto di riferimento. Ha fatto diventare la sua associazione una scuola di pensiero rispetto alle risorse del pianeta, affermando il principio che il cibo deve essere buono pulito e giusto. Con Slow Food ho potuto imparare cosa vuol dire dare valore al lavoro e l'importanza e la nobiltà della parola contadino e del lavoro contadino. Sono contenta di avere l'opportunità di fare una cosa piccolissima come ospitare una persona per pochi giorni per Terra Madre Giovani: una gesto piccolo ma che ha un significato ben preciso.

Cosa si apetta di ricevere e imparare dall'esperienza che farà nel dare ospitalità a questa apicoltrice?

Questa delegata di 'Terra madre Giovani' non è qui per me, ma per dare un contributo a un lavoro collettivo. In questo caso posso dire che per lei la mia casa sarà a disposizione, insomma questa volta si può proprio dire, senza che suoni come un rimprovero, "questa casa è un albergo!". Se capiterà di fare colazione insieme con lei, ci sarà la curiosità e l'attenzione di ascoltare l'altro e di mettere a confronto vite diverse. Mi sembra una bellissima opportunità.

C'è qualche cibo, qualche piatto che lei vuol fare assaggiare alla sua ospite austriaca?

Non ci ho ancora pensato, ma ci sono cose che noi abbiamo a casa e che portiamo dalla Liguria dove andiamo spesso, dalla cara vecchia salsa di pomodoro, al pesto, ai cibi più semplici. Non appronterò una tavola speciale che non corrisponde alla nostra vera quotidianità. Quando Slow Food mi chiese l'anno scorso di scrivere una piccola cosa, scrissi un librino minucolo che si chiama 'Minestrine' e forse - povera Lena - attingerò a questo volumetto per cucinare per la mia ospite in questi giorni.

'Terra Madre Giovani - We Feed the Planet' si propone anche come un'occasione per imparare dai più poveri e per discutere il futuro del cibo, cercando soluzioni per nutrire il pianeta in modo sostenibile, con un occhio alla lotta contro lo spreco alimentare. Cosa si può imparare dalla povertà e dalla terra secondo lei?

Possiamo imparare già molto dalla sobrietà e renderci conto che il prezzo non equivale al valore: noi ormai siamo abituati a dare un costo e un prezzo a tutto ciò che ci circonda, dal cibo a tutto il resto e lo confondiamo con il valore. Ma la terra ci insegna proprio che ciò che ha valore e che ci nutre ha prezzi di mercato ridicoli e spesso offensivi. La miseria e la povertà nascono anche dal non riconoscere quanto siano preziosi il lavoro e i prodotti della terra.

Lo scambio fra Carlo Petrini e Papa Francesco, la telefonata fra il fondatore di Slow food e il Pontefice, la prefazione dell'enciclica del Santo Padre a cura di Petrini sono cose che l'hanno sorpresa?

L'incontro fra questi due mondi non mi ha stupito soprattutto per le origini geografiche ed emotive di Bergoglio, che nasce da una famiglia contadina piemontese. Sono origini vicine quelle di Petrini e del Papa. Entrambi hanno due intelligenze non convenzionali e una percezione del mondo altrettanto non convenzionale. Ho trovato straordinario che un Papa affidasse la prefazione della sua Enciclica a un laico. Mi sembra un bell'incontro e credo che possa essere - per restare in tema - molto fertile.

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