Sisma L'Aquila, attesa sentenza Cassazione su 'Grandi rischi'

Roma, 20 nov. (LaPresse) - E' attesa in giornata la sentenza della quarta sezione penale della Cassazione in merito all'udienza per il processo contro la commissione Grandi rischi, organo consultivo della presidenza del Consiglio, i cui membri sono stati condannati in primo grado e assolti nel secondo, per l'accusa di aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani prima del 6 aprile 2009, data del terribile terremoto che sconvolse il capoluogo abruzzese, causando la morte di 29 persone.

Il primo grado si era concluso con 6 anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni personali colpose per Franco Barberi, all'epoca presidente vicario della commissione Grandi rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile. Sentenza ribaltata poi in appello: tutti assolti tranne De Bernardinis, condannato a due anni.

Il procuratore Maria Giuseppina Fogaroni, al termine ieri di una lunga requisitoria in Cassazione, ha richiesto la conferma delle sei assoluzioni e anche della condanna di De Bernardinis. Ieri l'avvocato di De Bernardinis, Filippo Dinacci, traendo le sua conclusioni in aula aveva parlato della sentenza di secondo grado come di una "distorsione del sistema" perché "è imprevedibile il terremoto come è imprevedibile il rischio, a meno che non si immagini l'evacuazione di tre quarti d'Italia. Se il rischio viene inserito nell'imputazione dell'evento è una violenza del codice. Così si destruttura la responsabilità colposa".

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