Sisma Emilia, 7 morti e migliaia di sfollati

Ferrara, 20 mag. (LaPresse) - La settima vittima del violento sisma che ha colpito la pianura emiliana si chiamava Anna Abeti, aveva 86 anni e abitava a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara. E' stata colpita da un ictus subito dopo la scossa delle 4 della notte scorsa, quella più forte, ed è morta poco dopo il ricovero in ospedale. Il suo nome si aggiunge a quello delle altre sei vittime: Nicola Cavicchi, di 35 anni e Leonardo Ansaloni, di 50 anni, rimasti schiacciati sotto le travi della fabbrica 'Ceramiche Sant'Agostino', nell'area industriale del paese alle porte di Ferrara, mentre terminavano il turno di notte, Tarik Naouch 29 anni, marocchino, rimasto schiacciato sotto l'Ursa di Bondeno, Gerardo Cesaro, 54 anni travolto dalle macerie nella fonderia di alluminio Tecopress e Nevina Balboni, 103 anni, colpita dai calcinacci mentre cercava di scappare dal casolare in cui viveva a Sant'Agostino.

Una notte e una giornata di paura per le province di Ferrara, Modena e Bologna, ma anche per gli abitanti delle zone di Milano e Rovigo, dove sono state avvertite le scosse più intense. La prima è stata registrata all'1.13, con una magnitudo 4.1, ma è stata la scossa delle 4.04, di magnitudo 5.9 e con epicentro nel comune di Finale Emilia a scatenare l'inferno. La terra ha tremato 75 volte oggi, uno sciame inarrestabile che, complice la pioggia che si è abbattuta sulla zona, ha trasformato il cuore dell'Emilia in un territorio sconvolto dalla paura. "Scosse di assestamento sono naturali in questi eventi" ha detto in mattinata il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, giunto sul posto per organizzare la macchina dei soccorsi. Volontari da tutti Italia hanno già raggiunto le province di Ferrara e Modena e molte regioni hanno offerto mezzi e uomini per dare aiuto alla popolazione colpite. Sono più di 2500 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco e complessivamente, secondo i dati forniti dal Viminale, sono impegnati 650 uomini e 53 mezzi. Il presidente della Regione Toscana, Vasco Errani, ha chiesto lo stato di emergenza, che verrà formalizzato martedì in Consiglio dei ministri, così come deciso da Palazzo Chigi.

Una bambina, finita sotto le macerie, è stata salvata grazie a una telefonata arrivata dagli Stati Uniti al centralino della questura di Roma. Intorno alle 4.40 un uomo, un medico, ha riferito agli agenti romani di aver ricevuto una telefonata da una sua paziente, di Finale Emilia, che non riusciva a contattare i soccorsi per segnalare la presenza di una bimba di 5 anni sotto le macerie di un edificio. Roma ha chiamato i vigili del fuoco di Modena che hanno raggiunto la palazzina e tratto in salvo la bimba che è in buone condizioni all'ospedale di Carpi.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sin dalle primissime ore a seguito del sisma che ha colpito le province di Ferrara e Modena, ha preso parte al Comitato operativo della Protezione Civile attivando le proprie strutture territoriali per la gestione dell'emergenza, secondo quanto previsto dal protocollo operativo dell'unità di crisi voluta dal Ministro Ornaghi. I danni al patrimonio culturale, ad una prima ricognizione, risultano notevoli. Si stanno organizzando apposite squadre per le verifiche più accurate in collaborazione con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile. D'intesa con la Prefettura è stata disposta, inoltre, la chiusura dei tre musei statali di Ferrara: la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico e la Casa Romei.

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