Sicari uccidono ultrà in un agguato: ma era il gemello

Pescara, 2 mag. (LaPresse) - Un regolamento di conti fra bande e uno scambio di persona sembrano essere i motivi che hanno portato all'omicidio, ieri sera, di Domenico Rigante, un 24enne di Pescara, già noto alle forze dell'ordine per spaccio, rapina e reati da stadio, che gli erano valsi in passato l'interdizione dalle manifestazioni sportive, il cosiddetto Daspo. Il sicario che l'ha ucciso con un colpo di pistola mentre si trovava a casa di amici a vedere una partita di calcio, infatti, sembra avesse dei conti in sospeso con suo fratello gemello, Antonio. Quest'ultimo, che ha alle spalle precedenti penali, la sera del 30 aprile era venuto alle mani con un rom, durante una rissa fra bande, al termine della quale il nomade gli aveva promesso vendetta. La polizia che sta indagando sul caso ipotizza che la discussione non sia nata per ragioni legate al mondo del calcio ma a rivalità territoriali. La vendetta non si è fatta attendere perché ieri sera attorno alle 22, in piazza dei Grue a Pescara, dove si trovava Antonio con un amico, da un'auto e da un motorino sono scese 5-6 persone che erano rimaste coinvolte nella rissa della notte prima. Antonio e l'amico si sono separati e si sono dati alla fuga. I sicari hanno inseguito Antonio che è riuscito a raggiungere la casa di un amico in via Polacchi 5, dove si trovava anche suo fratello. Antonio si è nascosto sotto un letto e quando i suoi inseguitori hanno fatto irruzione nell'appartamento, secondo la ricostruzione fatta dalla polizia, devono aver scambiato i due gemelli. Domenico è stato freddato con un colpo di arma da fuoco, dopo una breve colluttazione. Sembra che a sparare sia stato proprio l'uomo con il quale suo fratello era arrivato alle mani. Ora la polizia è sulle sue tracce ma l'uomo per ora si è reso irreperibile. Si cercano anche tutti gli altri complici.

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