Si dà fuoco davanti al Quirinale, aveva perso il lavoro

Roma, 18 ott. (LaPresse) - Perde il lavoro e si dà fuoco davanti al Quirinale. E' il gesto estremo compiuto da un autotrasportatore 55enne romeno, residente a Pinerolo, nel torinese. L'uomo è stato licenziato e, avendo a carico una moglie ed una figlia piccola, aveva gravi problemi economici. Da qui la decisione di recarsi davanti al palazzo romano della presidenza della Repubblica intorno alle 13.30 e di darsi fuoco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del posto fisso presso la sede del Quirinale. Due ambulanze sono giunte per soccorrerlo. Le fiamme sono state spente con alcune coperte, che sono rimaste a terra dopo che lui è stato portato all'ospedale Sant'Eugenio. Le sue condizioni, al momento, sono gravi ma stabili ed è in prognosi riservata. Secondo quanto si apprende da fonti mediche, l'uomo presenta ustioni sul 28,5% del corpo. Sul 25% sono profonde e di terzo grado. La sua condizione è problematica anche a causa di un'intossicazione legata all'inalazione di fumo. Le ustioni maggiori sono su faccia, labbra e torace, le più gravi sulla gambe e sulla mano sinistra.

"Quando siamo arrivati abbiamo solo visto un uomo per terra con una coperta addosso e un carabiniere che tentava di farlo star calmo mentre si dimenava, poi sono arrivate due ambulanze e una se l'è portato via. Non ha nemmeno acceso la sirena quindi abbiamo sperato che non fosse niente di grave, ma poi ci hanno detto che si era dato fuoco". Così una coppia di anziani, che si trovava in piazza del Quirinale, racconta l'accaduto. "Abbiamo pensato fosse uno straniero - aggiungono i due turisti - perché non si capiva bene cosa urlasse, speriamo riesca a cavarsela".

"Non si può guardare alla disperazione e non rendersi conto che il Paese non si occupa del tema del lavoro. Se non lo si mette all'ordine del giorno il Paese precipita e noi di rigore stiamo morendo e rischiamo di dover dire che abbiamo salvato l'immagine dell'Italia in Europa facendo precipitare gli italiani". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta il gesto dell'uomo che si è dato fuoco davanti al Quirinale. "La nostra mobilitazione di sabato - ha aggiunto - serve a rilanciare il tema del lavoro, che non è nell'agenda politica ed è la grande vittima. Questo è il grande disastro del nostro Paese. Il Paese non può permettersi che i lavoratori debbano ogni volta andare su una torre, darsi fuoco, o scendere in miniera". "In Italia cresce la disoccupazione giovanile - ha specificato - e se si continua con la politica di rigore di questo governo e non ci si fanno domande sulla domanda e su provvedimenti che rilancino l'economia, il lavoro davvero è la grande vittima".

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