Si cercano i 4 scomparsi nello spezzino

La Spezia, 31 ott. (LaPresse) - A sei giorni dal nubifragio che ha devastato lo spezzino torna la paura maltempo. Per giovedì sono previste forti piogge. All'opera nei luoghi del disastro ci sono un migliaio di volontari e circa 600 fra vigili del fuoco e militari. Scavano e spalano per togliere ancora il fango e i detriti. Senza sosta. Alla ricerca dei corpi degli ultimi quattro dispersi, tre a Vernazza e uno a Borghetto Vara. Il bilancio delle vittime per ora si attesta a 9 morti accertati tra la Liguria e la Toscana, regione nella quale l'alluvione ha colpito con violenza la Lunigiana, dove i decessi sono stati due a causa della piena di fango e acqua.

Si rinnovano intanto nelle zone alluvionate gli inviti a non recarsi presso i comuni investiti dal maltempo "in quanto la presenza di volontari singoli non organizzati crea intralcio alle operazioni di soccorso e sgombero delle strade dai detriti accumulati" come comunicato più volte dalla prefettura de La Spezia. Dalla Toscana sono partiti più appelli a "evitare l'afflusso di curiosi". "E' opportuno - ribadiscono dall'unità di crisi toscana - evitare di recarsi in questo momento nelle località critiche, se non strettamente indispensabile". Il fenomeno del cosiddetto 'turismo delle disgrazie' è una delle tante facce del dramma che si presentano nella fase del post-disastro, proprio mentre il massimo sforzo è orientato al recupero della normalità per le comunità colpite dalla calamità. Nell'estremo levante ligure sono circa 300 gli sfollati.

La valutazione dei danni è già partita: si è inizialmente parlato di 100 milioni, ma è una stima destinata ad estendersi; almeno 50 milioni sarebbero concentrati a Borghetto Vara, uno fra i comuni più coinvolti. Migliora intanto la situazione della viabilità con la riapertura dell'Aurelia in Val di Vara e a Monterosso, con le strade quasi ripulite. Ma, mano a mano che viene rimosso il fango, cominciano a essere sempre più evidenti quelli che sono ormai solo scheletri di edifici distrutti nei paesi travolti dall'alluvione. Non ancora del tutto risolti poi i problemi per i servizi di erogazione acqua e gas e nel sistema fognario.

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