Servizi a pagamento e truffe, perquisizioni alla sede di Wind-Tre
Servizi a pagamento e truffe, perquisizioni alla sede di Wind-Tre

Addebiti senza il consenso degli utenti, vasta operazione della Guardia di Finanza di Milano a tutela dei consumatori

Sono oltre 10 gli indagati nell'inchiesta della procura di Milano sulle truffe delle compagnie telefoniche nei confronti di centinaia di utenti che si sono visti addebitare servizi a pagamento senza aver mai dato il consenso. Perquisizioni e sequestri sono stati effettuati nella sede legale di Windtre dalla guardia di finanza. La procura ha inviato una lettera all'Autorità garante per le comunicazioni sulla posizione di Vodafone, Tim e di un'altra società.

Sono migliaia gli utenti diventati "vittime inconsapevoli" di una truffa organizzata ai loro danni da tre dirigenti della compagnia telefonica Wind con la complicità di società che distribuiva servizi aggiuntivi per cellulari e altri device. In pratica, come hanno spiegato in conferenza stampa il procuratore di Milano Francesco Grecom il procuratore aggiunto Eugenio Fusco, il pm Francesco Cajani, che hanno coordinato le indagini della Guardia di Finanza, gli utenti si abbonavano a canali news, servizi di meteo e oroscopo e ad altri canali senza aver prestato consapevolmente il proprio consenso. Servizi che poi pesavano ampiamente sulle loro bollette telefoniche. Undici in tutto gli indagati, tra cui tre dirigenti di Wind, tre dipendenti della Pure Bros Spa, società che distribuiva i servizi aggiuntivi, un consulente della stessa società, il socio di una agenzia pubblicitaria e tre sviluppatori informatici poco più che ventenni che lavoravano a Dubai.

Quelli che gli utenti si trovavano a sottoscrivere erano "contratti molto complessi", ha spiegato il procuratore Greco e "il meccanismo di disdette non è automatico". La truffa ideata era molto redditizia: nel corso delle indagini, durate circa sei mesi e destinate ad ampliarsi ancora, sono già stati sequestrati 12 milioni di euro. Per evitare questo tipo di raggiri, per il procuratore Greco serve un "meccanismo di controllo dato dallo stesso ente che eroga il servizio". Proprio per questo la procura di Milano ha invitato l'Agcom ad approfondire e ha inviato all'authority una missiva in relazione agli operatori Wind, Vodafone e Tim, chiedendo proprio che venga interrotto il meccanismo fraudolento delle attivazioni inconsapevoli, bloccando a monte l'acquisto dei cosiddetto servizi a valore aggiunto sulle sim card. "L'unico metodo per evitare le truffe è fare in modo che non vengano attivati automaticamente questi servizi", ha ribadito Greco ammettendo di essere stato lui stesso vittima di questo tipo di raggiro. "Cybercrime e frode sono la nuova frontiera della criminalità - ha aggiunto - . Questo pericolo pero non è sempre percepito dalle società, che spesso investono troppo poco sulla cyber security. Il tema della cyber security è esiziale, sennò si rischia di essere esposti a qualsiasi rischio. Pensiamo solo a cosa rappresenterà la cyber security nello smart working", ha concluso.

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