Traffico illecito di rifiuti, sequestrata la nave Aquarius e indagati membri dell'ong Msf

Sono 24 le persone finite sotto indagine. Sarebbero stati accertati smaltimenti illegali in almeno 44 occasioni per un totale di 24 tonnellate di rifiuti

La Aquarius è sotto sequestro preventivo nel porto di Marsiglia, in Francia. Il blocco della nave di soccorso ai migranti è scattato nella notte come conseguenza di un sequestro da 460mila euro emesso dalla procura di Catania nell'ambito di un'indagine per la gestione di rifiuti speciali che coinvolge una ventina di persone e la ong Medici senza frontiere.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini saluta con soddisfazione il blitz della guardia di finanza: "Ho fatto bene a bloccare le navi delle ong, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti" e rilancia l'hashtag '#portichiusi'. Ma Msf non ci sta, e nell'annunciare ricorso, attacca, parlando di un "estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo l'attività di ricerca e soccorso in mare".

Il sequestro colpisce gli agenti marittimi Francesco Gianino e Giovanni Ivan Romeo, e la ong Msf, e nel fascicolo sono indagate una ventina di persone. Secondo gli inquirenti, gli appartenenti alle ong avrebbero concordato con Gianino e Romeo di smaltire abiti e altri sanitari ritenuti pericolosi perché a rischio infettivo, classificandoli come rifiuti speciali ma conferendoli in modo indifferenziato. Si trattava per lo più di indumenti indossati da migranti non di rado affetti da scabbia, tubercolosi e altre malattie infettive: abiti dunque che dovevano essere trattati come rifiuti speciali. Questo non sarebbe avvenuto, e lo smaltimento gestito dalla società di Francesco Giannino avrebbe consentito all'indagato di triplicare in tre anni il volume d'affari aziendale.

"Nello specifico - scrivono gli inquirenti - qualificavano, conferivano e smaltivano fraudolentemente, in modo indifferenziato, i rifiuti derivati dall'attività di salvataggio in mare (gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti degli alimenti somministrati agli stessi, nonché, i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l'assistenza medica) eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva".

I fatti presi in esame riguardano 37 sbarchi della nave Aquarius e 7 della Vos Prudence, per un quantitativo complessivo di circa 24mila chilogrammi di rifiuti. "Siamo pronti a chiarire i fatti e a rispondere delle procedure che abbiamo seguito, ma riaffermiamo con forza la legittimità e la legalità della nostra azione umanitaria", dichiara Gabriele Eminente, direttore generale di Msf in Italia. "L'unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo - aggiunge - è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso, con persone che continuano a partire senza più navi umanitarie a salvare le loro vite, mentre chi sopravvive al mare viene riportato all'incubo della detenzione in Libia, senza alcuna considerazione del diritto internazionale marittimo e dei rifugiati".

La ong è pronta al ricorso e annuncia battaglia legale mentre la nave resta ferma a Marsiglia e, sempre oggi, forze armate libiche hanno fatto irruzione per cause poco chiare su un'altra nave, la Nivin, ancorata nel porto di Misurata.

 

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