Sea Watch a Catania, migranti in festa. Ma il Viminale lavora al blocco permanente delle ong

Accordo con otto Paesi Ue per la distribuzione. Intanto il ministero dell'Interno pensa ad una procedura standard in caso di nuovi arrivi: se le navi verranno definite "non inoffensive" perché favoriscono l'immigrazione clandestina potranno essere fermate

E' terminato lo sbarco della Sea Watch 3, arrivata in mattinata nel porto di Catania. Finisce così l'odissea della nave dell'ong tedesca battente bandiera olandese, con a bordo i 47 migranti salvati lo scorso 19 gennaio. L'imbarcazione, salpata questa mattina presto dalle acque al largo di Siracusa, è scortata da quattro motovedette della guardia di finanza e della guardia costiera.

La notizia è stata accolta con grandi festeggiamenti dai profughi, tra abbracci, applausi e larghi sorrisi.

Lo sbarco è stato disposto dopo l'intesa con Germania, Lussemburgo, Romania, Francia, Portogallo, Lituania, Malta e Spagna sulla distribuzione dei profughi. Anche l'Italia si prenderà carico di qualche persona, ma Matteo Salvini sottolinea che "prima bisogna vedere cosa faranno gli altri".

Proprio contro Salvini è stato presentato un esposto da parte dei cittadini ed attivisti della campagna 'LasciateCIEntrare' e un gruppo di avvocati del Legal Team Italia. Il vicepremier, spiegano, "continua a rinnegare i diritti umani, i trattati internazionali, i diritti costituzionali e le prerogative di parlamentari ed europarlamentari".

Il piano del Viminale per bloccare le navi - Intanto al ministero dell'Interno si lavora ad una strategia più ampia, che mira a paralizzare completamente tutte le attività delle ong. Dal Viminale trapela che si sta lavorando ad una soluzione per individuare, sulla base della normativa esistente (in particolare l'Articolo 83 del codice della navigazione) una procedura standard nel caso di nuovi arrivi. I funzionari del ministero dell'Interno ci stanno ragionando assieme a quello delle Infrastrutture retto da Danilo Toninelli. Il nodo giuridico è definire tali navi come "non inoffensive": esse, favorendo l'immigrazione clandestina, potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale, e quindi essere bloccate.

Proprio Toninelli torna sul punto intervistato a 'Radio anch'io':  "Stiamo creando una norma che inibisce l'ingresso delle ong per ordine pubblico. La Sea Watch non ha rispettato il diritto marittimo", spiega. "Non si parla di blocco navale ma di rispetto delle leggi. E' normale che una ong vada nel mare libico decidendo a cavoli propri e invece di portare i migranti in Tunisia si diriga verso nord in Sicilia?", si chiede il ministro.

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