Scontri Inter-Napoli, ultrà forse ucciso da due auto di rivali. Il 'Rosso' sentito dal gip

Il leader della curva nord dell'Inter, Marco Piovella, ha fornito alcuni dettagli sull'incidente in cui ha perso la vita Daniele Belardinelli

Investito da una o due auto guidate dai tifosi avversari. Così sarebbe morto Daniele Belardinelli, l'ultrà rimasto ucciso negli scontri prima della partita Inter-Napoli dello scorso 26 dicembre. L'ipotesi degli inquirenti è emersa nel corso dell'interrogatorio di garanzia del leader della curva nord dell'Inter, Marco Piovella, 33 anni, sentito per oltre due ore e mezza dal gip, Guido Salvini. "In merito all'aggressione, ha ammesso di aver partecipato, ma non ha fornito ulteriori informazioni su modalità, partecipanti, armi e organizzazione", ha spiegato a LaPresse il suo legale, Mirko Perlino. Il 'Rosso' ha invece fornito dettagli sulla dinamica dell'incidente in cui ha perso la vita il supporter nerazzurro, cui ha assistito in prima persona.

Sull'ipotesi di una seconda vettura guidata da tifosi partenopei, che avrebbe travolto Belardinelli, lo storico leader dei Boys San non ha offerto conferme. Ha riferito di aver visto solo un'auto travolgere una persona, con le due ruote di destra. Piovella ha raccontato di non aver capito subito che l'uomo rimasto a terra era il suo compagno di tifo. "Solo dopo una decina di minuti ha compreso di chi si trattava, quando lo hanno soccorso", spiega il legale. Quando è stato aiutato a salire in macchina per essere portato in ospedale, 'Dede' era cosciente e lucido. Agli amici ha detto che stava bene, pensava di essersi rotto le gambe. Secondo quanto riportato da Piovella, nessuno si sarebbe reso contro che il giovane era in pericolo di vita. Il 35enne varesino è poi deceduto all'ospedale San Carlo, dove era stato ricoverato in codice rosso.

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