Scontri a Napoli. Renzi: Bonifica di Bagnoli vale 272 milioni
Il premier in città per un vertice sul futuro del sito. Ferito un agente nei tafferugli, dieci contusi

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Napoli, dove è presente il premier Matteo Renzi per un incontro con al centro il futuro dell'area di Bagnoli. I dimostranti hanno lanciato pietre. Le forze dell'ordine hanno risposto al lancio di sassi con i lacrimogeni e hanno azionato gli idranti. Non era previsto che il corteo passasse per il lungomare. I manifestanti si sono diretti alla sede del quotidiano 'Il Mattino', in cui Renzi è ospite di un forum. Un poliziotto è stato ferito negli scontri questa mattina sul lungomare coi comitati contrari alla cabina di regia su Bagnoli. L'agente è stato ferito da un sampietrino ed è stato portato in ospedale. Oltre a lui altri dieci poliziotti sono rimasti contusi.

RENZI: NOI DECISI SUL PROGETTO DI BONIFICA. "La ripulitura di Bagnoli vale 270 milioni di euro, noi li mettiamo", ha detto il premier in prefettura per la cabina di regia sul sito, precisando che la bonifica sarà completata nel 2019. Per la precisione, si tratta di 272 milioni , di questi fondi, ha spiegato Renzi, ai terreni vanno 162 milioni, al litorale 47,9 milioni e 19 milioni per il mare. 

STOCCATA A DE MAGISTRIS. "Io non sono minimamente interessato alle contrapposizioni. Se questa amministrazione avesse fatto quello che doveva non ci sarebbe stato il commissariamento", ha detto il premier durante la sua visita al 'Mattino', commentando la mancata partecipazione annunciata dal sindaco Luigi De Magistris in prefettura. 

"Il mio sostegno come ovvio è alla candidata del mio partito, Valeria Valente. Poi il governo offre questo progetto a tutta Napoli. Noi abbiamo un concetto solido e sano delle istituzioni, non sottoponiamo alla simpatia la collaborazione con i territori. Noi non facciamo questo progetto e poi vediamo cosa succede alle amministrative. Noi invitiamo il Comune di oggi, di domani e di dopodomani a sedersi al tavolo come vogliono le regole della democrazia", ha ribadito il premier.

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