SCHEDA La barriera contro le maree da 5 miliardi: ecco cos'è il Mose

Roma, 4 giu. (LaPresse) - Proteggere Venezia dalle maree, che negli ultimi cinquant'anni sono andate drasticamente aumentando. E' questo lo scopo del Mose, una grande opera il cui nome sta per Modulo sperimentale elettromeccanico. E' costituito di una serie di paratie mobili sistemate presso i varchi che collegano la laguna con il mare. Il sistema è progettato per proteggere la città da maree alte fino a 3 metri e scatta quando si superano i 110 centimetri.

La realizzazione del Mose è iniziata undici anni fa, nel 2003, e finora è stato realizzato l'80% dell'opera. Il cuore del sistema è costituito dalle cerniere, che servono a vincolare le paratoie e ne consentono il movimento. Sono 156 in tutto, due per paratoia.

L'idea della barriera protettiva nasce dal fatto che in quarant'anni il numero di alte maree si è moltiplicato per dieci. Dal 1966, anno in cui Venezia fu colpita da una grande alluvione, al 2010, le acque alte oltre i 110 centimetri sono state 191, mentre nel periodo compreso tra il 1926 e il 1965 erano state 21.

L'opera è costata finora complessivamente poco meno di 5 miliardi di euro, esattamente 4 miliardi e 987 milioni. L'ultimo stanziamento, di quasi un miliardo, da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), risale al settembre 2013. Secondo il ministero dell'Economia il tutto sarà completato entro il 2016.

Contro l'opera fin dall'inizio si sono mobilitati diversi comitati, secondo i quali sta provocando una serie di danni all'ambiente, a partire dell'approfondimento dei fondali, necessario a fissare il sistema. "Se l'aumentata frequenza delle acque alte - è la loro posizione - dipende dallo squilibro idrogeologico della Laguna bisogna rimuovere tale squilibrio e non pensare a un'opera faraonica che lo aggravi".

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